La prima nota della settimana trascorsa riguarda la decisione della Corte Costituzionale avversa al doppio incarico di parlamentare e sindaco di città con più di 25mila cittadini.

La seconda nota riguarda i lavori della Commissione europea a Bruxelles con ultimatum di domenica 22 ottobre all’Italia di presentare entro due giorni il decreto per lo sviluppo, piano di stabilità in discussione e valutazione a Camera e Senato, con precise indicazioni per la crescita e l’abbattimento del debito pubblico pregresso, con vendita di immobili pubblici, messa sul mercato di aziende pubbliche, lotta agli sprechi, inefficienze, privilegi e favoritismi clientelari. E “dulcis in fundo” il provvedimento urgente per le pensioni di anzianità da uniformare alle regole degli altri Stati europei. Altra decisione europea, la ricapitalizzazione delle Banche di 108 miliardi con regole precise su vendite e acquisti allo scoperto e derivati, che sono il vero male oscuro della finanza, ma una prima battuta d’arresto sul Fondo salva Stati.

Un piano di sangue, sudori e lacrime, oltre gli sfottò europei di Sarkozy e Merkel, poi smentiti 24 ore dopo, come ultimo atto del fatto che ci siamo sempre disinteressati dell’Europa mentre gli altri pensavano e ottenevano posizioni di prestigio e di rilievo da usare per gli interessi loro nazionali. E non è la Lega che dopo aver per anni insultato l’Unità d’Italia e il Tricolore che può discettare sugli sfottò europei, o mettersi di traverso sull’ultimatum ricevuto a Bruxelles.

Va aggiunto che c’è un’apertura del Presidente Barroso alla proposta del ministro dell’economia italiano per un intervento rapido di rimodulazione dei Fondi strutturali onde far ripartire il Mezzogiorno. Da ultimo ma non per ultimo, per controllare con la governance europea, il rigore dei bilanci e riforme strutturali rispettate, alla fine di dicembre, come da verbale Ue, verrà nominato il presidente del summit Eurogruppo eletto dai leader dei 17  Paesi e fino ad allora il Presidente  provvisorio è il Presidente del Consiglio Van Rompuy. Il portavoce di Olli Rehn, Commissario Ue agli affari economici, ha chiesto all’Italia il calendario dell’attuazione delle riforme del mercato del lavoro, della giustizia e il modo di affrontare la debolezza strutturale economica. Una nuova lista di richieste ultimativa o quasi.

Martedì 25 alla Camera con argomento governance europea sei scalini sono andati in valutazione e in via di approvazione : coordinamento ex ante delle politiche economiche nazionali prima del semestre europeo di ogni anno; patto di stabilità e crescita; sorveglianza degli squilibri macroeconomici con procedimenti di monitoraggio, allerta, correzioni e sanzioni; quadri nazionali di bilancio, requisiti comuni con l’Ue; introduzione di meccanismi permanenti per la stabilità: Europlus: per ulteriori interventi, adozione di requisiti comuni per i quadri nazionali di bilancio.

Al Senato, primo firmatario il senatore Enrico Musso e poi altri, è stato presentato il ddl per il riconoscimento del diritto di voto ai minorenni che abbiano compiuto 16 anni.

Le comunicazioni sul contenuto del Dl di stabilità sono deferiti alla 5° Commissione permanente in via referente; le Commissioni trasmetteranno i loro rapporti alla Commissione Bilancio entro il 2 novembre. E poi, delega al Governo per l’emanazione della Carta dei doveri delle Amministrazioni pubbliche.

Il 26 ottobre al Senato la 5° Commissione ha svolto l’audizione dei vertici di Cnel e Istat, mentre il 27 c’è stata l’audizione di Bankitalia.

Il 27 ottobre le Commissioni congiunte Bilancio e Politiche della Unione europea di Camera e Senato hanno svolto l’audizione del Commissario europeo Lewandowski per la programmazione finanziaria, sul quadro finanziario dell’Ue dal 2014 al 2020. Si cerca di trovare linguaggi, comportamenti e norme comuni e accettate, tra le autorità nazionali e quelle europee: un’unificazione europea ex post, forzata dalle circostanze e non ex ante.

Giornata e serata importante per l’Europa, il 26 ottobre con l’approvazione del Fondo salva stati portato a 1000mld di euro, ricapitalizzazione delle banche, approvazione del piano italiano con  rigoroso controllo e monitoraggio costante sulla annessa calendarizzazione che prevede il decreto di sviluppo entro il 15 novembre, la delega fiscale a febbraio 2012, 15 miliardi di immobili pubblici da immettere sul mercato entro tre anni, licenziamenti più facili – all’europea – a partire da maggio 2012, pensioni all’europea con tempi scadenzati fino al 2026 con equiparazione tra pubblico e privato, donne e uomini. Programma ulteriore da svolgere nei prossimi 18 mesi riguarda altre problematiche come l’azzeramento delle province, la diminuzione delle spese pubbliche, lotta agli sprechi e ai privilegi. Vedremo. Intanto le Borse europee hanno approvato con rialzi consistenti l’impostazione della Ue. Segno che il “commissariamento” degli Stati è stato preso sul serio.

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