Crescono i Liberali e cresce anche il “terzo polo”. Sembra un segnale del destino quello che proviene dal recente sondaggio di Emg commissionato dal tg La7. Una sorta di esortazione – nell’immaginario collettivo – a considerare forme di condivisione poltica.

Da una parte l’area (capeggiata dall’Udc) che beneficia dello spostamento dei voti dal centrodestra: il partito più forte continua ad essere appunto quello di Casini con il 6,9% (+0,5%), segue Futuro e Libertà con il 4,1% e l’Api di Rutelli con l’1%. Con lo 0,7% del Movimento per le Autonomie, il “terzo polo” raggiunge il 12,7% con un aumento dei consensi rispetto alla scorsa settimana dello 0,7%.

In modo parallelo è in netta crescita il Partito Liberale Italiano che negli ultimi mesi, secondo svariati rilevamenti statistici, ha raggiunto la soglia del 1,1%. La strada intrapresa è quella giusta e il momento consiglia di spingere sull’acceleratore.

Le mancate riforme, le gaffes ‘europee’ del Premier, la crisi che succhia il sangue agli italiani, insieme alle lotte intestine che fanno scricchiolare la Lega Nord, hanno una naturale declinazione nelle intenzioni di voto. E i numeri, sia pure a volte contraddittori e ‘ballerini’, dimostrano (e confermano ancora di più) che il tempo per questo Governo potrebbe essere scaduto, nonostante le ripetute assicurazioni di durata da parte di Berlusconi.

Continua intanto l’emorragia dei consensi all’interno del centrodestra: solo in questa settimana il Popolo della Libertà ha perso lo 0,8% e si pianta al 26,2%; sembra stabile, nonostante tutto, la situazione del Carroccio, che rimane al 9%; invariato il dato che riguarda il Grande Sud (0,7%); infine un impercettibile aumento per la Destra di Storace (0,1%), per un totale complessivo del centrodestra del 37,4%.

Nel centrosinistra il Pd aumenta dello 0,7% raggiungendo il 26,8% di consensi, mentre l’Italia dei Valori si attesta sul 6,7% con un + 0,4% rispetto alla scorsa settimana. Sel in leggera flessione: perde lo 0,7% e scende all’8,6%. Rimane invece al momento invariato il dato dei Radicali nonostante le feroci critiche all’indomani del voto di fiducia (0,4%); stessa percentuale dei Verdi che però perdono lo 0,1%; aumenta invece dello 0,1% il gradimento del Psi che raggiunge l’1,2%. Se si andasse oggi alle urne il centrosinistra prenderebbe il 44,1% dei voti.

Se il partito più numeroso rimane ancora quello degli astenuti (il 28,6% degli italiani), è alta anche la fetta degli indecisi (17,4%).

Tuttavia le risposte venute da parte dei cittadini, sia in occasione dei referendum della scorsa primavera, sia dalla raccolta delle firme a favore del referendum per l’abrogazione dell’attuale legge elettorale (Porcellum) hanno ampiamente dimostrato un’inversione di tendenza. Una rinnovata attenzione nei confronti della politica con conseguenti esigenze del Paese che vanno captate a trecentosessanta gradi e “portate in piazza” con proposte e azioni di rilancio concrete: dall’economia – con una decisa spinta verso le liberalizzazioni – alla tutela del territorio, dal sociale ai diritti civili, dalla sicurezza alla drammatica emergenza occupazionale.

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