Buona performance ieri per il cinema italiano nella terza giornata del Festival Internazionale del Film di Roma, che si concluderà il prossimo 4 novembre. A darci soddisfazione è stato il poetico e crudo film di Pippo Mezzapesa, Il paese delle spose infelici (secondo lungometraggio di casa nostra in concorso), tratto dall’omonimo romanzo di Mario Desiati.

La storia si svolge in un paesino della provincia di Taranto e segue le vicende di una combriccola di ragazzini impigliati nel difficile momento dell’adolescenza, abituati a vivere in mezzo alle strade polverose di un Sud con poche speranze, dove ad avere la meglio sono la droga e l’inquinamento delle fabbriche della zona. Il sogno di sfondare nel gioco del calcio destinato, forse, a rimanere in un cassetto. “Quello con i ragazzi – ha detto il trentunenne cineasta di Bitonto – è stato un lavoro stimolante. Ho cercato di catturare il più possibile da loro e credo siano stati a tutti gli effetti degli sceneggiatori aggiunti. Abbiamo setacciato la zona prima di arrivare a scegliere i protagonisti e sono stato molto contento del lavoro di casting”.

Presentata invece fuori concorso nella sezione “L’altro Cinema/Extra”, un’altra pellicola italiana, girata da Stefano Scialotti (Sotto il cielo di Baghdad nel 2002), intitolata African Women – In viaggio per il Nobel della Pace. Una sorta di road movie/documentario attraverso il Senegal a sostegno della candidatura al premio Nobel per la Pace per tutte le donne africane. L’opera è coinvolgente, piena dei colori dell’Africa e in essa le protagoniste, prima d’ogni altra cosa, sono proprio le donne, ammirate  nelle loro più evidenti qualità: una grande forza – fisica e mentale – che non va a scapito della gentilezza, anche dell’ironia e della gioia di vivere. Persone che negli anni hanno assunto un crescente ruolo di traino sia nella vita quotidiana, sia nell’attività politica e sociale del continente.

Impossibile evitare di parlare di Totò in 3D – Il più comico spettacolo del mondo (1953), il primo film tridimensionale della storia del cinema italiano che qui alla kermesse capitolina in anteprima è tornato in sala dopo quasi sessant’anni. Grazie a un lungo e complesso lavoro di restauro voluto dal produttore Aurelio De Laurentiis e realizzato da Cinecittà Digital Factory, il capolavoro della risata è stato rimaneggiato per la gioia dei cinefili.

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