C’era una volta la Parigi delle guinguette, luoghi d’incontro e di piacere condiviso, di balli all’aperto tra una chiacchiera e l’altra, di pomeriggi domenicali adagiati sui prati costeggianti la Marne, quando i soli primaverili illuminavano i volti delle prime cocotte, le cortigiane francesi e il loro stile provocatorio, e quando gli ultimi e autentici bohémien, tra un sorso di vino bianco e qualche sguardo malizioso, si abbandonavano all’atmosfera distesa della vita parigina.

Come non pensare al meraviglioso dipinto di Jean Renoir conservato al Musée d’Orsay, Bal au moulin de la Galette, e alla rappresentazione spensierata di un’époque così dolcemente edonista? E come non rimembrare le foto in bianco e nero del catalogo Belleville-Ménilmontant di Willi Ronis, scattate fra guinguette di periferia e strette viuzze, bar à vin e cortili interni nell’immediato secondo dopoguerra, ma dal gusto così squisitamente tardo-ottocentesco?

Il popolo di Parigi del XIX secolo, in tutta la sua diversità sociale ed estetica, è il protagonista di una splendida esposizione al ‘Musée Carnavalet’, organizzata con il sostegno del Crédit Municipal de Paris, nella quale una ricca quantità di foto e dipinti inediti fa pendant ad un’altrettanto ampia collezione di immagine d’archivio, provenienti dai meandri del ‘Musée Carnavalet’ e dalla maggior parte dei musei della capitale francese.

Un’esposizione volta a restituire una serie di tranche de vie della quotidianità parigina del XIX secolo, attraverso percorsi tematici capaci di mettere in risalto non solo la pluri-rappresentata vita artistica e aristocratica della capitale, ma anche quella più silenziosa e modesta degli immigranti stagionali e degli operai dei faubourgs, per consolidare un legame storico-sociale che non si è mai spezzato. Un viaggio a ritroso delicatamente nostalgico.

© Rivoluzione Liberale

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