Settimana corta ma preparatoria per la soluzione dei problemi del Paese. La prima grana riguarda la situazione Bini Smaghi, che ha dalla sua l’art.108 dei Trattati sopranazionali che non prevede che un funzionario nazionale chiamato alla Ue, debba nell’assolvimento dei compiti e doveri attribuiti, sollecitare o accettare suggerimenti dallo Stato di appartenenza.

Per decenni, i nostri eletti in Europa, a differenza dei colleghi degli altri Paesi che hanno avuto il senso del loro Stato, hanno eseguito puntualmente quanto dice l’art 108. Inutile appellarsi adesso al senso dello Stato, al senso di responsabilità, se per decenni non è stato così senza tenere informate le autorità italiane almeno delle decisioni prese.

Recuperare il tempo perduto, mentre il nostro Paese è sotto l’attacco delle speculazione, è impresa ardua assai. L’Europa ci chiede di abbattere il debito pubblico pregresso di 105 miliardi in tre anni; una “overdose” per colpa del nostro disinteresse negli anni passati, ma anche un pacchetto di misure contenute nella lettera di intenti che la Ue ha approvato, riservandosi un controllo e un monitoraggio continuo.

Il 2 novembre, è stato l’anniversario del treno patriottico che portò il Milite ignoto all’altare della Patria. E visto che il 4 novembre è l’anniversario della Vittoria, va ricordato, come dopo la sconfitta di Caporetto, il “combinato disposto” della strenua resistenza dei nostri Arditi sulla sponda  del Piave con il coltello fra i denti, liberò la possibilità del contrattacco  da parte della nostra Cavalleria, la quale, sciabola in pugno, distrusse le residue forze nemiche e arrivò a Vittorio Veneto.

Una metafora possibile, se non un revival  storico, è che le nostre Autorità, Parlamento soprattutto, resistano ed evitino lo sfondamento della linea Piave da parte della speculazione, dell’assalto combinato delle società di rating, (che hanno tutto da guadagnare puntando sullo sfascio) e, conseguentemente, da parte dello spread dei bond tedeschi che ci sta massacrando da inizio settimana, con un massimo oltre i 459 punti base e con un costo per i decennali di stato del 6,38% ad un passo dalla soglia del non ritorno che è del 6,50%; per poi ritornare sotto i 430 punti e costo dei decennali a 6,20%, per effetto delle decisioni del prevertice del G20 anche se Bankitalia con nota del 3 novembre ha sostenuto che non esiste pericolo fino ad un 8%, rendendo la situazione del debito pregresso ancora più asfissiante per la nostra economia.

C’è stata in Europa una serie di vertici e riunioni straordinarie del G20 del 3 e 4  novembre a Cannes. E la Bce aiuta le Borse europee abbassando il costo del denaro per aiutare la ripresa economica, mentre la Grecia avrebbe ritirato la proposta di referendum sugli aiuti e obblighi con la Ue.

Riunioni straordinarie del Governo italiano per mettere a punto il maxi-emendamento al patto di stabilità da discutere e farsi approvare a Cannes. L’Italia ha accettato anche i “consigli” del Fmi oltre al monitoraggio continuo delle autorità della Ue. Anche perché prima del 10-11 novembre non ci sarà la calendarizzazione operativa degli accordi presi a Bruxelles. E allora, linea Piave, contro la speculazione nell’interesse e nel dovere di tutti verso il Paese.

Il Parlamento, in questa mezza settimana di festività, ha lavorato a ritmo sostenuto. Il Senato, il 2 novembre ha esaminato varie  mozioni sulla sicurezza da minaccia cibernetica (e l’attacco informatico alla nostra solidità ne è un chiaro esempio) mentre il 25 ottobre aveva licenziato per la Camera l’emanazione dei doveri della Pubblica Amministrazione. Il 3 novembre c’è stata l’audizione della Corte dei Conti, presente la Consob, mentre le altre Commissioni si sono raccordate per i rapporti alla Commissione Bilancio.

Il Servizio studi del Senato esamina la nota breve al disegno di stabilità che ha sostituito l’annuale appuntamento con la legge finanziaria e dispone annualmente il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio pluriennale, provvedendo alla regolazione annuale delle grandezze previste dalla legislazione vigente al fine di adeguare gli effetti  finanziari agli obiettivi. La struttura generale della legge di stabilità si compone di tabelle e allegati per soffermarsi sulla manovra di finanza pubblica emanata con i decreti legge. Il Governo vuole intervenire in modo ampio nella formulazione definitiva della manovra, dopo l’accettazione dell’Europa al G20, con un maxi-emendamento di un centinaio di pagine, con l’accento su liberalizzazioni, aiuti fiscali per l’assunzione di giovani, dismissione di immobili pubblici e con voto di fiducia e poi proposta di decreti di legge specifici per rispettare la calendarizzazione attivata nella lettera di intenti già concordata in sede Ue, fino al maggio 2012. Impegno italiano al pareggio di bilancio come da richiesta Ue entro il 2013.

La Camera ratifica e mette in esecuzione lo Statuto dell’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili, firmato a Bonn nel gennaio 2009 e necessarie per il risparmio energetico e, a seguire, la discussione delle norme per la tutela della libertà d’impresa, già passata in Senato con la approvazione definitiva.

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