“Leggo di una ragazza di 28 anni che ha ucciso la sua rivale in amore. Con un coltello ha tagliato la gola alla moglie del suo amante, una donna di 58 anni. Il marito di quest’ultima aveva troncato la storia con la ragazza per tornare “a casa” e lei , l’amante, non aveva digerito la cosa.

Io mi chiedo quale amore possa portare a una decisione così estrema, quale sentimento possa sorgere e lievitare in una donna giovane e istruita. Penso alle due donne come  due vittime: la prima, l’assassina, vittima di un uomo che a 61 anni si è sentito gratificato dall’attenzione di una giovane, magari marito sonnacchioso di una moglie che andava a letto con i bigodini. Immagino il suo ego e non solo solleticato dalla vanità. E penso alla giovane che forse nell’uomo aveva visto una buona occasione di avere amore e carriera sotto lo stesso tetto, dato che tutti e due sono medici.  Poi immagino la moglie che, convinta di vivere una tranquilla menopausa si è trovata a far conto con gli ormoni impazziti del marito. Ma penso anche a lui vittima di sé stesso e di una libertà di costumi che ormai è irrefrenabile.

Ormai la legge è non scritta, appena appena accennata ma conosciutissima: tutti possono fare tutto; io voglio tuo marito? Me lo prendo. Uso tutti i mezzi che ho fino all’estrema soluzione. È quello che insegnano certi programmi tv dequalificanti per il genere umano, dove uomini e donne di ogni età si espongono come merce. Si è perso il buon senso e la misericordia, si va avanti con l’arroganza e la superbia.  Nessuno dei tre attori della vicenda mi fa pena: sono tutti colpevoli e vittime. Mi fa pena chi resta, le persone che rimangono, quelle che si interrogheranno per sempre su come sia potuto accadere.  Non penso che questo si possa definire delitto passionale, farebbe torto a quei bei delitti di una volta che tanto hanno ispirato film e romanzi: penso che questo sia un delitto di comodo, di una persona che ha creduto a quello che ha visto in qualche telenovela, che ha pensato di potersi sostituire a dio, tanto, lo ha visto fare in tv.”

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