“La convocazione è avvenuta tramite un messaggero divino che quando è apparso ha bruciato tutto il parquet e fatto venire l’infarto al mio gatto.

All’ingresso privato il battaglione San Pietro schierato mi ha interrogata e perquisita. Hanno voluto sapere anche che tipo di cioccolato preferisco. Io ho risposto: Svizzero! Avevo studiato. Viene a prendermi un prete in tonaca svolazzante: io lo seguo e man mano che saliamo le scale, nell’aria si diffonde una melodia.

Il prete mi guarda a mani giunte dicendo: Sua santità è di buon umore. È Wagner mi sembra, alla faccia del buon umore, penso. Sulla soglia c’è lui, Giorgio il bello, in tutto il suo splendore. Lo guardo con attenzione e per un attimo vacillo: ha lo sguardo che uccide, una marca di rimmel che gli chiederò.

Benedetto è al piano. Le sue manine corrono leggere sui tasti. L’abito bianco svolazza ai movimenti. All’improvviso si alza e insieme a Giorgio, seguendo un copione rodato, accenna due passi di Bossa Nova. Sembrano le gemelle Kessler, penso io. Sento di aver voglia di pregare.

Mi porge la mano e io bacio l’anello del pescatore.

Prego zi accomodi, mi dice gentile indicando una sedia. È tutto molto spartano, tranne le tende rosso porporato. Benedetto si siede sul trono, ai piedi, per appoggiarli, ha un cardinale del Bingo Bongo. Io non mi scompongo.

Santità, il problema dei preti pedofili ha scosso la Chiesa. Lei lo ha molto a cuore.

Zi, zi. Ho deciso che è il problema più grande e ho trovato la soluzione. Ride soddisfatto.

Ma che bello,  mi dica. Sono quasi felice.

Farò fare catechismo dopo i 18 anni. E la prima comunione a 20. Comincia  a ridere, Giorgio con lui.

Credo di veder l’Arcangelo Gabriele con la spada di fuoco sguainata, ma è un attimo.

Entra un vecchio prete con un vassoio in mano. E tre boccali di birra. Giorgio gli indica dove posarli e intanto con un gesto abituale, aggiusta il ciuffo ribelle di Benedetto.

Cara Zignora, io sono un uomo semplice, un zervo di Dio. Lui disse, lasciate che i bimbi vengano a me, io dirò, lasciate che i maggiorenni vengano a me, così si elimina il problema.

Mentre lo guardo tracannare la birra, mi ricordo di aver ricevuto un invito per una messa nera.

Santità, mi dia un messaggio di speranza.

Parteciperò a C’è posta per te! una mia vecchia compagna di scuola mi ha mandato a cercare.

Papè Satan, papè Satan Aleppe, comincio a cantilenare.

Ma lei è troppo nazional popolare, grido.

Lui si alza e mi guarda severo; nazional socialista, preco! A quel punto sono scattata sull’attenti, ho fatto il saluto romano e mi son gettata nel vuoto.”

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI