Resta a secco l’Italia al termine della premiazione della sesta edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, conclusasi ieri sera all’Auditorium Parco della Musica. Un vero e proprio crack, con il Paese ospitante – come si dice in termini calcistici – che non si aggiudica nemmeno un riconoscimento fra quelli ‘di peso’ in palio.

La vittoria come miglior film – sia per la giuria sia per il pubblico – è andata all’argentino-spagnolo di cui da qualche giorno si parlava come probabile trionfatore, Un cuento chino (Un racconto cinese), girato da Sebastián Borensztein, una commedia amara sull’assenza di luce nel ripetersi inesorabile della quotidianità. Una vicenda in un certo senso fiabesca di integrazione e amicizia che mostra il contatto di due solitudini. Protagonista un bravissimo – come al solito – Ricardo Darín, il gaucho che negli ultimi quattro anni l’ha fatta da padrone in due pellicole davvero speciali quali XXY e Il segreto dei suoi occhi.

Gran Premio della giuria al francese Voyez comme ils danset di Claude Miller con la nostra Maya Sansa. Premio speciale della giuria per l’australiano The eye of the storm di Fred Schepisi. Il ‘Marc’Aurelio’ per le migliori interpretazioni è andato a Noomi Rapace e Guillaume Canet protagonisti, rispettivamente, dell’horror-thriller scandinavo Babycall e del francese Une vie meilleure. La giuria, presieduta da Ennio Morricone e composta da Susanne Bier, Roberto Bolle, Carmen Chaplin, David Puttnam, Pierre Thoretton e Debra Winger ha poi assegnato un altro premio Speciale (e inedito per questo festival) alla colonna sonora che è andato a Ralf Wengenmayr per Hotel Lux di Leander Haussmann.

I premi collaterali: ‘L.A.R.A’ (Libera Associazione Rappresentanza di Artisti) al miglior interprete italiano va a Francesco Scianna per la prova nel film L’industriale, con Menzione speciale a Francesco Turbanti per il suo personaggio in I primi della lista di Roan Johnson. Il ‘Premio Farfalla d’oro-Agiscuol’ va a Hotel Lux di Leander Haussmann. Il Premio ‘ENEL CUORE’ va a Girl Model di David Raimond e Ashley Sabin, con menzione speciale al film The Dark Side of the Sun di Carlo Shalom Hintermann. Il ‘Premio HAG-Pleasure Moments’ va a Pina di Wim Wenders, il ‘Premio Lancia Eleganza e Temperamento’ va a Zhang Ziyi per l’interpretazione nel film Love for Life, mentre il ‘3 Social Movie Award’ va a Pierfrancesco Favino. Il ‘Premio Speciale WWF Urban City-Green style’ ad African Women: in viaggio per il Nobel della pace di Stefano Scialotti, il ‘Premio Distribuzione Indipendente’ alla miglior opera da svelare (sezione ‘L’altro Cinema-Extra’) va a Turn Me On, Goddammit! di Jannicke Systad Jacobsen, il ‘Premio Focus Europe’ al miglior Progetto Europeo va a Rising Voices di Be’ne’dicte Lie’nard e Mary Jimenez. L”Eurimages Co-production Development Award’ va a Off Frame di Mohanad Yaqubi. Nel corso della cerimonia è stato anche annunciato il vincitore della ‘Vetrina dei giovani cineasti italiani’: Appartamento ad Atene di Ruggero Dipaola. Il film è stato proiettato al termine della premiazione.

In chiusura di questa sesta edizione, un classico del cinema mondiale: Colazione da Tiffany di Blake Edwards. La pellicola sarà inoltre in sala mercoledì 9 novembre per un solo giorno, per celebrare il 50° anniversario dalla data di uscita.

A significare che non conta chi vince ma quanto una manifestazione lasci qualcosa d’importante, c’è la soddisfazione del Presidente del Festival, il critico-giornalista Gian Luigi Rondi che ha definito la sua squadra la “migliore possibile”, seguito dalla direttrice artistica Piera Detassis, il cui mandato scade quest’anno, ma che ritroveremo probabilmente nella prossima edizione. Con la speranza che una crescita di questo festival sia più evidente.

© Rivoluzione Liberale

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