Suite francese (2011; Adelphi; pp. 415; € 14,00) – “Nei mesi che precedettero il suo arresto e la deportazione ad Auschwitz, Irène Némirovsky (autrice di questo volume N.d.R.) compose febbrilmente i primi due romanzi di una grande ‘sinfonia in cinque movimenti’ che doveva narrare, quasi in presa diretta, il destino di una nazione, la Francia, sotto l’occupazione nazista (…)”. Lo scrive l’inserto della Stampa, Tuttolibri. Si tratta di una storia in cui l’autrice “intesse una trama intorno a personaggi fittizi ma che, si sarebbe detto un tempo, raccontano la sua vita. Romanzo autobiografico, insomma. (…) Venendo al merito, il particolare interesse del libro sta nello svisceramento a fondo del tema dell’odio per la madre, meccanismo edipico di chiara matrice adolescenziale, che assume qui valore paradigmatico (…)”.

Baci (im)mortali (2011; Piemme; pp. 288; € 14,50) – Books Blog ci parla del libro scritto da Taylor Laini. “(…) è un volume – vincitore e finalista di vari premi – che raccoglie tre racconti di dark paranormal romance YA. Tutte e tre le storie, originali, riccamente costruite, vividamente ambientate e ottimamente giudicate da critica e pubblico americani, ruotano attorno al bacio. Un bacio che si rivela essere «un’azione che ha profonde conseguenze sull’anima di  chi lo dà»”.

Siamo soli nell’universo? (2011; Editrice San Raffaele; pp. 180; € 17,50) – “Ci sarà qualcun altro nell’immensità, in questa «stanza smisurata e superba», o siamo soli nell’universo? E soprattutto, come sarà fatto questo qualcuno? E’ difficile dire che cosa preferiremmo, ma la nostra mente non ha potuto trattenersi dal fantasticare anche su un tema del genere, pur così astruso e privo di appigli”. Lo si legge nella recensione del Corriere della Sera, a proposito del volume di Elio Sindoni. “Il tema è affrontato in chiave scientifica, anche se l’autore non disdegna alcune appetitose incursioni nelle più riuscite rappresentazioni e nei numerosi racconti fantastici di ieri e di oggi sul tema degli extraterrestri. Molti sono convinti che esistano, anche perché si vanno scoprendo in questi anni un numero sempre maggiore di pianeti più o meno simili al nostro che orbitano intorno alla loro stella, come noi intorno al Sole. Ma se gli extraterrestri esistono perché non li abbiamo ancora visti?”.

Non ci sono pesci rossi nelle pozzanghere (2011; Instar Libri; pp. 230; € 14,50) – Collana.com recensisce il primo romanzo di Marco Truzzi da Correggio. “(…) Sembra essere stato scritto apposta per tempi come questi. Perché i protagonisti della storia appartengono a una minoranza etnica che non di rado si guadagna le prime pagine dei quotidiani e una diffidenza quasi fisiologica, automatica: gli zingari. A Truzzi però riesce una magia mica da poco: mettere da parte la cruda realtà e il sensazionalismo da contenitore pomeridiano per proporre sul piatto di portata una gustosa parabola intrisa di realismo magico e suggestioni gitane, un intreccio denso che trasmette il senso e la difficoltà dell’appartenenza e dell’integrazione e ci restituisce, in un lucore incantato, la dignità di un popolo che fonda le proprie radici sul terreno evanescente della memoria”.

Avvocato di difesa (2010; Piemme; pp. 427; € 11,50) – Scrive il quotidiano la Repubblica: “Diavolo di un Michael Connelly, sa scrivere anche i legal thriller. Che fosse bravo a muoversi tra sbirri e delitti non serve dirlo tanto è scontato. Ma che conoscesse entrambe le facce di Law and Order è una bellissima sorpresa (…) Per gli appassionati del processo all’americana sarà uno sballo. Il protagonista è un avvocato che lavora sulla sua Lincoln (esempio tra i più riusciti di product placement nell’editoria). Gli capita un caso che secondo noi comuni mortali è quello che un avvocato sogna: un innocente. Accusato di aver ferito e quasi ucciso una donna nell’appartamento di lei. Invece si scopre presto che difendere un innocente non è così semplice (…).

Sui libri malvagi (2011; Liberilibri; pp. 172; € 16,00) – Di nuovo il Corriere della Sera presenta il saggio curato da Aldo Canovari. “I libri non sono sempre necessariamente buoni, come non lo sono sempre i loro autori. Ogni vero libro, a cominciare da certe favole dell’infanzia, è rischio ed è nel rischio ovvero nella libertà che si realizzano il senso e la dignità della persona. (…) Canovari si premura di precisare che la censura dei libri non è privilegio del califfo Omar distruttore della biblioteca di Alessandria né della Chiesa cattolica, dalla quale anzi, occorre aggiungere, da tempo provengono pure altissime voci in difesa della libertà e dignità di tutti gli uomini e delle loro idee”.

L’arabo (2011; Isbn Edizioni; pp. 203; € 19,00) – “In una cittadina nel Sud della Francia, un giorno, come dal nulla, compare un ragazzo. E’ schivo, silenzioso. Lavora e non crea problemi. Ha un solo difetto: è arabo”. E’ un’altra recensione di Tuttolibri. “(…) Antoine Audoaurd (autore del romanzo, N.d.R.) descrive molto bene l’inarrestabile montare” della vicenda, “lasciando che la trama degli eventi si colori dei pensieri e delle voci dei personaggi e della piccola folla delle comparse, ma riscattandone la tragica banalità con una articolazione del racconto in quattro movimenti che hanno il valore emblematico e la potenza evocativa degli elementi primigeni, pietra, acqua, fuoco e aria (…)”.

Ci si mette una vita (2011; Einaudi; pp. 220; € 16,50) – VanityFair scrive a proposito del volume di Federico Russo. L’autore “(…) ha 30 anni, lavora a Deejay da 5, nel mezzo ha fatto molto altro tra cui la Tv per Mtv e Sky, una quasi laurea in legge, un viavai tra Firenze (la sua città), Roma e Milano (…)”. Questo “è il suo primo romanzo e non ha niente a che vedere con chi dallo spettacolo decide di fare lo scrittore e si butta (via) in libreria. (…) E’ un libro autentico. Perché nasce da una vicenda realmente accaduta: «Era il 2006, Matteo, uno dei miei migliori amici, si è tuffato in mare: da quel giorno è paralizzato. Però non è un libro tragico, è un libro su come si può sfuggire a una tragedia»”, dice l’autore.

© Rivoluzione Liberale

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