“Resilvio deve abdicare. Il suo regno è morto: i giullari hanno già fatto le valigie, fedeli al proverbio “quando la nave affonda”. Ora cosa ci aspettiamo? Il cittadino medio, categoria alla quale io appartengo, quello, per capirci meglio, che paga le tasse e se ottiene qualcosa è perché la merita o se la guadagna, è alle corde.

Chiunque verrà chiamato a guidare questa Italia, dovrà sudare per aver credito. Innanzitutto basta con analisi e controanalisi incomprensibili della situazione: il mio salumiere pensa che lo spread sia un prosciutto ungherese stagionato. Parliamo con i fatti: i ministri dovrebbero rinunciare ai loro stipendi, chi ha più di 2 pensioni dovrebbe non riceverne una terza. Dare un tetto agli stipendi dei manager pubblici, che sia reale, non si può avere un così grande dislivello. Si parla tanto e a volte troppo di Costituzione: ecco, rileggiamola insieme. Rimbocchiamoci le maniche e vendiamo un bel po’ di macchine blu.

Tutti i parlamentari dovrebbero dimezzare il loro emolumento e rinunciare ai benefit.  Un po’ di austerità fa bene; meglio ancora se affiancata ad austerità di costumi. E poi basta con tutta questa gente che pullula nei palazzi del potere. A che servono tutti questi sottosegretari e i loro sotto e sotto sotto segretari? Ci sono un sacco di negozi che cercano commessi, aiutiamo il commercio.

Quello che non ho ancora letto da nessuna parte, è la volontà vera di cambiare. Gli uomini che ci governano dovrebbero essere un esempio.

Verrà un altro re e sarà tutto uguale? Torneremo alla lira e svalutandoci compreremo il pane a un milione di lire al chilo? Ora è tempo che chi ha davvero qualcosa da dire lo dica! Ma in modo chiaro e diretto, cominciando con soggetto, poi verbo e complemento oggetto.  Siamo stufi. Vincerà chi sarà chiaro e chi avrà davvero a cuore tutti noi, indistintamente.

Io intanto, mi dimetto da cittadina italiana e non mi sento più rappresentata: aspetto con poca pazienza e fiducia una ventata di concretezza.”

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI