King Kong irrompe nella lirica. Parliamo di uno dei più acclamati classici del cinema di tutti i tempi, quello del 1933, opera (altre ventisei le versioni che hanno mostrato le gesta dello scimmione sentimentalista, ma finora nessuna rappresentazione su un palcoscenico) di Merian C. Cooper e Ernest B. Schoedsack. Musicata dal compositore Fabrizio de Rossi Re su libretto di Luis Gabriel Santiago e commissionata appositamente per il ‘Festival OperaInCanto di Terni’, l’opera è stata presentata in anteprima assoluta lo scorso 9 novembre al Teatro ‘S. Secci’ del capoluogo di provincia umbro. Dopo altre due repliche nella stessa regione (ancora Terni e poi Amelia), i produttori stanno approntando un tour per tutta l’Italia.

Questa storia che galleggia tra fiaba e leggenda, stavolta viene ribaltata. Se nel film è il mastodontico gorilla a essere strappato con la forza dal suo ambiente naturale per poi incontrare a New York la donna di cui si era innamorato nella giungla, in questo testo nato per la trasposizione musicale, è la ragazza (Viola Ann Darrow) che fugge dal mondo civile per cercare l’amore su un’isola. Le difficoltà nascono quando incontra l’impressionante scimmia che in realtà non aspira ad altro che diventare umano. E’ bene sapere che la sceneggiatura per il film King Kong non fu tratta da un libro – come avviene per quasi tutte le pellicole di genere fantastico – ma il contrario. Solo dopo il film venne pubblicato un romanzo – scritto dal giornalista statunitense Delos Wheeler Lovelace – basato sul film e sulla sceneggiatura di Merlan Cooper e Edgar Wallace.

Il sottotitolo del soggetto è Una passione imbarazzante ai confini del mondo civile, quasi una dichiarazione in merito alla scelta degli autori. “Una grande passione è sempre in fondo imbarazzante e orgogliosamente ridicola – spiega De Rossi Re – Non nel senso sessuale del termine” visto che “oggi il sesso non scandalizza più nessuno, quanto di un imbarazzo umano, talvolta ipocrita, nei riguardi della Natura violentata e calpestata”.

Partendo dalle suggestioni del film, gli autori hanno creato un vero e proprio libretto per la musica del loro King Kong. Sono nate così arie e canzoni come: L’Isola del teschio; Piccola mia bambolina pallida; Vivere, vivere; Canto notturno degli indigeni; Ninna nanna dello scimmione; Solenne Corale antropologico che ovviamente non erano lontanamente presenti nella sceneggiatura del film, ma sono servite proprio a dare una veste musicale alla vicenda. Gli interpreti dell’opera sono Roberto Abbondanza nel ruolo dello scimmione, Sonia Visentin e – nel ruolo che fu di Fay Wray – come detto Viola Ann Darrow, tutti diretti dal maestro Fabio Maestri. Le scenografie sono ridotte al minimo, sostituite da spettacolari effetti visivi e sonori e da video-proiezioni.

© Rivoluzione Liberale

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