Venerdì 11 marzo, su iniziativa del Centro di studi del mondo russo, caucasico e centro europeo, in collaborazione con Radio France International, è stato presentato a Parigi il museo virtuale “Archives sonores, mémoires européennes du goulag” (Archivi sonori, ricordi europei del gulag), interamente dedicato alla raccolta di foto, filmati d’archivio e testimonianze inedite dei sopravvissuti alle purghe staliniane. Sono ben 160 i ricordi di quella che è stata una delle più grandi tragedie del ventesimo secolo, spesso dimenticata e messa in secondo piano da coloro che formano il sapere.

La terribile repressione staliniana, che colpì non solo i presunti cospiratori, ma anche i semplici cittadini non iscritti al partito e per questo ostili al regime, prese avvio nella seconda metà degli anni trenta, dopo l’omicidio del politico e rivoluzionario russo Sergej Mironovič Kirov, accusato dal governo sovietico di essere un simpatizzante trotskista. Denominato anche come il periodo del “Grande Terrore”, dal titolo dell’omonimo libro dello storico inglese Robert Conquest, causò la morte di circa cinque milioni di persone, di cui tre milioni giustiziati e due milioni morti nei campi di lavoro forzato. L’epurazione, setacciatura periodica di persone provenienti da tutti gli strati sociali, l’indottrinamento quotidiano obbligatorio e soprattutto la rieducazione mediante il lavoro forzato determinarono l’allargamento a dismisura della rete dei lager, andando a formare il cosiddetto “arcipelago Gulag”, descritto con precisione e avvedutezza dallo scrittore, drammaturgo e storico russo Aleksandr Isaevič Solženicyn.

Classico della denuncia dei crimini perpetrati durante la Russia di Stalin, il libro di Solženicyn è passato, a partire dal 2010, da libro “proibito” a libro obbligatorio per l’istruzione scolastica dei giovani russi, fatto, quest’ultimo, che sembra finalmente rifuggire quella pericolosa volontà di dimenticare che ha caratterizzato la storia della Russia post-staliniana. Allo stesso modo, il museo virtuale “Archives sonores, mémoires européennes du goulag” ha lo scopo di far conoscere questa tragedia anche alla popolazione europea, ed in particolare quella occidentale, che ha vissuto l’oppressione staliniana solo in maniera indiretta. Conoscere quindi per non dimenticare.

Il sito del museo è: http://museum.gulagmemories.eu/

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