La Ragioneria Generale dello Stato ha recentemente pubblicato i dati relativi ai dipendenti pubblici italiani. Nel 2010 il personale è stato pari a 3.253.097 unità rispetto ai 3.375.630 del 2008. Le donne sono il 55%. La Scuola conta 1.053.000 addetti circa. Il Servizio Sanitario 690.000 addetti circa. Regioni e Comuni 490.000 addetti circa. Università 110.000 addetti circa. I Corpi di Polizia 330.000 addetti circa. I Ministeri 180.000 addetti circa. Le Forza Armate 160.000 addetti circa. Le Agenzie Fiscali 52.000 addetti circa. I Vigili del Fuoco 32.000 addetti circa. La Magistratura 9.800 addetti circa.

Il costo del lavoro complessivo dei dipendenti pubblici è stato nel 2010 pari a 166 Miliardi di Euro, praticamente pari a quello del 2008. Ma con 100 mila addetti in meno. La retribuzione media procapite, infatti, è cresciuta dai 33.427 euro del 2008; ai 34.652 euro del 2010.

La distribuzione del personale pubblico sul territorio nazionale è la seguente: LOMBARDIA-LAZIO 12% ciascuno; CAMPANIA-SICILIA 9% ciascuno; PIEMONTE-VENETO-EMILIA 7% ciascuno; TOSCANA-PUGLIA 6.5% ciascuno; CALABRIA-SARDEGNA-LIGURIA 3,5% ciascuno; MARCHE-FRIULI-ABRUZZO-TRENTINO 2,5% ciascuno; ALTRI 1% ciascuno.

“Conoscere per deliberare” è il motto di Luigi Einaudi. Per cui crediamo che un riequilibrio dalla scuola (oltre un milione di addetti) e dai Ministeri-Regioni-Comuni (oltre 600 mila addetti) verso altri settori (Sicurezza e Magistratura) sia indifferibile. E che una lieve riduzione della spesa complessiva (di circa 15 Miliardi, pari al 10%) sia possibile anche bloccando per qualche anno aumenti contrattuali superiori ai tassi d’inflazione. Visto che Tre-monti neppure ci ha provato, speriamo che Monti (uno) riesca.

© Rivoluzione Liberale

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1 COMMENTO

  1. Parlare solo dei numeri che riguardano i dipendenti ministeriali é riduttivo. Se consideriamo anche i dipendenti di comuni, regioni, province, enti collegati, etc… in Italia i lavoratori pubblici sono di un numero superiore a quelli privati e superano la cifra di 13.000.000: altro che le cifre riduttive di questo articolo che non fotografa affatto la realtà Italia.

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