La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha tuonato pochi giorni addietro contro la paventata istituzione di una sorta di “direttorio franco-tedesco” alla guida dell’UE.
Giunge da buona ultima, a cimentarsi nel ruolo assai ambito di Cassandra dell’integrazione europea, preceduta dalle performance di altri attori di primo piano, quali il presidente della Commissione Barroso.
Pièce teatrale, a dir la verità, ormai logora. Germania e Francia condizionano la politica dell’UE? Certamente! Perché mai dovrebbe essere altrimenti.

Ciò che in Italia si tende a dimenticare (o peggio, ad ignorare) è che l’Europa non è un organismo astratto e ultranazionale, quasi alla stregua di un dono divino piovuto da altre galassie, ma semplicemente è la risultante pratica delle forze politico-economico-diplomatiche applicate dagli stati che ne fanno parte.

In modo particolare, Francia e Germania hanno sempre visto nell’Europa un meccanismo moltiplicatore dei propri interessi di natura prettamente nazionale. Pur tuttavia, un’Europa senza questi stati neppure esisterebbe. Scopriamo qualcosa di nuovo, se diciamo che la PAC (che assorbe ancora la gran parte del bilancio comunitario) è storicamente andata a vantaggio degli agricoltori francesi, e se diciamo che molti trattati commerciali negoziati dall’UE aiutano le esportazioni tedesche molto più di quanto non aiutino le nostre? Si tratta di ovvietà.

La domanda più interessante, a mio parere, non è se esista o meno questo direttorio, ma perché non ne faccia parte l’Italia. Ci impegniamo in battaglie di retroguardia (vedasi brevetti trilingue e crocifisso nelle aule), di men che minimo valore pratico ma di grande impatto mediatico, e – per mancanza di volontà e di capacità politica – soprassediamo sulla difesa e sulla tutela di quelli che veramente sarebbero nostri interessi vitali. Di concerto con Francia o Germania o contro di esse, poco importerebbe, purché venissero realmente bilanciati gli interessi dell’Italia in Europa, applicando così quel metro che fa la differenza tra paesi che contano e paesi al traino.

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