La rivolta contro le tasse, lo statalismo e il big government è sbarcata anche in Italia.
Un gruppo di giovani, prendendo ispirazione dal movimento popolare di massa che ha stravolto la politica americana contribuendo in maniera decisiva alla sconfitta di Obama nelle elezioni di mid-term, si è reso conto della necessità di costruire un movimento d’opinione che costringa i partiti tradizionali e la politica ad una guerra senza esclusione di colpi contro la burocrazia, la spesa pubblica, le tasse e il debito pubblico.
In un periodo nel quale a destra vanno di moda nuove IRI e colbertismo mentre a sinistra patrimoniali e vecchie ricette “tax and spend”, le idee del Tea Party sono tra le poche voci in Italia che si alzano contro l’interventismo statale che opprime le libertà dei cittadini.

La lotta per la riduzione della pressione fiscale nasce dalla convinzione che lo Stato non sappia individuare il bene dei cittadini meglio di quanto possano fare gli individui stessi, che la burocrazia opprima le tantissime energie positive presenti nella società italiana riducendo gli spazi di libertà e che è necessario “affamare la bestia”, togliere risorse alla voracità statale. Gran parte dei problemi della società italiana non dipendono quindi dal fatto che lo Stato non dia risposte, ma dal fatto che dia risposte sbagliate, che agisca oltre i propri compiti essenziali, “government is not a solution to our problem, government is the problem” diceva un’icona dei Tea Party come Ronald Reagan.

A differenza dell’omologo americano, il movimento italiano si deve confrontare con una società in cui l’interventismo della politica è capillare e con una cultura fortemente impregnata di statalismo e assistenzialismo, pertanto non sarà un lavoro semplice sostituire alla dannosa e visibilissima mano pubblica la benefica “mano” invisibile di smithiana memoria.

Il Tea Party Italia non è ancora un movimento di massa come oltreoceano, ma sta allargando la propria rete in tutta la penisola e darà un contributo alla realizzazione di quella improcrastinabile Rivoluzione Liberale, promessa 18 anni fa da Berlusconi e mai realizzata, di cui l’Italia ha fortemente bisogno.

CONDIVIDI