Due note del Partito Liberale Italiano sull’attuale situazione politica alla luce del lavoro del Premier incaricato Mario Monti che, terminate le consultazioni per la formazione del nuovo governo, si accinge a scogliere la riserva.

Il Segretario Nazionale del PLI, Stefano de Luca, ha dichiarato che “Berlusconi – nonostante sia stato da noi ferocemente criticato per il suo cinico immobilismo, non soltanto si è dimesso senza essere sfiduciato, ma sembra stia lavorando, pur tra molte difficoltà create dai reduci socialisti e di An, per assicurare al costituendo Governo Monti il sostegno del suo partito. Ha compiuto tale scelta, pur consapevole che essa comporta un grave rischio di rottura con la Lega, la quale ha già annunciato la riapertura del ridicolo cosiddetto parlamento del Nord e si appresta a mobilitare i suoi manipoli di fascistelli delle brigate verdi.

Bersani, invece, preoccupato di perdere l’occasione, forse unica, di guidare una coalizione eterogenea, che i sondaggi davano vincente, sta facendo di tutto per indebolire il Governo di Unità Nazionale. Non è pensabile che  la FIOMM, la CGIL, Vendola e Di Pietro possano vanificare gli sforzi del Capo dello Stato e di Mario Monti per risanare  finanziariamente il nostro Paese e rilanciare l’economia.

Sono necessari quindici mesi di tregua, nell’interesse dell’Italia, al fine di creare le condizioni per passare dallo scontro tra nemici, che  ha caratterizzato la seconda Repubblica, ad una sana competizione, che è il sale della buona politica.

È  per questo che riteniamo dovrebbero far parte del Governo Monti, esponenti di primo piano dei due maggiori partiti e del Terzo Polo. I sacrifici necessari dovranno essere ripartiti tra tutti gli strati sociali e la conseguente impopolarità dovrà ricadere su tutti coloro che hanno a cuore il processo di modernizzazione del Paese.

I Liberali, non soltanto a parole, ma nei fatti, nei momenti difficili antepongono i superiori interessi  della Comunità nazionale.”

Il Presidente del Consiglio Nazionale del PLI, Enzo Palumbo, ha inoltre dichiarato che “Nel  momento in cui la Lega Nord riapre il suo virtuale parlamento della Padania, regredendo sino ai ridicoli slogan secessionisti  e fascisteggianti delle sue origini, spetta alle forze più responsabili del Parlamento di dare un segnale di unità nazionale per superare l’emergenza economica e sociale.

Per farlo, occorre sostenere politicamente, senza se e senza ma,  il tentativo del presidente incaricato sen. Monti, rimandando al domani  le ragioni delle diversità  ed invece privilegiando oggi ciò che può unire tutti gli italiani, ancorché nel segno dei  sacrifici necessari, tanto più accettabili se equamente ripartiti tra tutti i ceti sociali che dovranno concorrervi.

Lo scopo deve essere quello di riprendere la strada della crescita, individuata nel manifesto delle forze produttive, dando così la giusta risposta politica alle tentazioni secessionistiche di chi non si rassegna alla realtà costituzionale della nostra Repubblica come una ed indivisibile”.

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