Con il giuramento, il Governo Monti è nella pienezza dei suoi poteri e si accinge a richiedere alle Camere la fiducia, che probabilmente otterrà entro la settimana. Il PLI ed i parlamentari liberali lo sosterranno lealmente. Tuttavia non si può non rilevare che, a causa dell’ostinato disimpegno dei grandi partiti, principalmente del Pd, la compagine è meno forte di quanto avrebbe potuto. Questo è un segno evidente che l’atmosfera politica è ben lungi dall’essersi disintossicata dai veleni di oltre un quindicennio, nel quale le fazioni si sono scontrate come nemici e non affrontate con sano spirito competitivo, fondato sul primato delle idee.

Il momento è estremamente grave, non soltanto per l’Italia, ma per l’intero mondo occidentale e per l’Europa in particolare. Se infatti, dietro la valuta americana c’è la Federal Reserve, con le proprie riserve auree e che, comunque, può stampare  moneta anche all’infinito, l’Euro è una sorta i moneta virtuale, con una Banca Centrale sostanzialmente priva della completa sovranità necessaria. L’andamento dei mercati in queste ore ha dimostrato che il problema dell’Euro non è l’Italia ma la carenza di piena sovranità dell’Unione Europea. Tale carenza è stata determinata dal prorompente nazionalismo di Paesi, come la Francia, che hanno impedito la realizzazione del progetto di Europa Federale prefigurato da Altiero Spinelli. Ci auguriamo che il nuovo Governo italiano sappia, ancorché con diplomazia, dimostrare che l’abusivo direttorio a due, Merkel-Sarkozy, non è riconosciuto dai trattati e che finisce col mortificare l’intera Unione.

Talvolta un Governo di tecnici può essere più autorevole ed efficace, perché svincolato da esigenze di carattere elettoralistico, rispetto ad esecutivi politici, sovente costretti a privilegiare il consenso rispetto alla coerenza delle posizioni. Ovviamente la necessità di restituire all’Italia il ruolo che le compete in Europa e nello scacchiere internazionale, a maggior ragione, impone, in sede nazionale, indifferibili scelte per il risanamento finanziario e il rilancio dell’economia. Come ha indicato la Bce, si tratta di provvedimenti di profilo squisitamente liberale. Il Gabinetto Monti dovrà portarle avanti con determinazione sfidando le corporazioni di destra (l’egoismo padano, il conservatorismo degli ordini professionali, la paura degli evasori fiscali) e di sinistra, (la Fiom, la Cgil, il clientelismo del precariato meridionale e soprattutto la burocrazia statalista).

Il Partito Liberale ed i Parlamentari Liberali alla Camera e al Senato, saranno in prima linea nel sostenere, finalmente, la concretizzazione della troppe volte annunciata Rivoluzione Liberale, finora rimasta nei libri dei sogni.  L’ augurio di buon lavoro a Mario Monti è costituito dall’impegno di moltiplicare le nostre energie per assicurare un risultato positivo nell’interesse del Paese.

© Rivoluzione Liberale

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