La stampa, le agenzie e le reti televisive di tutto il mondo, questa settimana hanno puntato i riflettori sui nostri Palazzi della politica, dove avveniva l’ultimo atto del Governo Berlusconi. I nostri quotidiani ne hanno fatto a loro volta una rassegna dettagliata, riportando puntualmente i  ‘commenti’ dei loro colleghi stranieri. I tre principali protagonisti di questa storia, il Cavaliere, il Professor Monti e il Presidente Napolitano hanno riempito le prime pagine del Wall Street Journal, di Le Monde, del Financial Times, dell’ Economist, di El Pais, del Guardian e di tantissime altre autorevoli testate, per giorni. Gli scorsi 17 anni di Berlusconi in politica, caratterizzati da ben 4 governi, sono stati definiti “eccentrici”, “despotici”, “di paralisi” e Mario Monti viene salutato da molti come la persona “ideale” per calmare i mercati ed attuare le riforme, ma… rimane l’incognita ‘supporto’. Molti credono che la riorganizzazione dell’economia stagnante sarà un successo solo se tutte le forze politiche si prenderanno la responsabilità di attuarla.

La cosa interessante è aver visto che la notizia delle dimissioni di Berlusconi  – e la conseguente nomina del nuovo Governo – non è stata seguita solo dai ‘grandi’, ma è stata ripresa dai media di tutti i continenti. Al Jazeera ha seguito la crisi con ben 70 dirette, Taiwan News,  Novinite (Bulgaria), L’Expression (Algeria), Korea Times, Mmeg (Botswana), Hindustan Times, Gulf News (EAU), Moskovskie Novostnj, RIA Novosti e tanti altri si sono occupati del ‘caso Italia’. Monti è visto come il “salvatore”, colui che dovrà portare avanti un “compito onerosissimo”, la sua autorevolezza tranquillizza, anche se con il beneficio del dubbio.

Mercoledì scorso, dopo la lettura da parte del neo Presidente del Consiglio della lista dei nuovi ministri, c’è stata una lieve ripresa alla Borsa di Milano e una piccola flessione dello spread Italia /Germania. Ma i mercati finanziari sono stati talmente volatili negli ultimi tempi che dovremmo forse dargli meno retta e guardare a programmi concreti, guardare al futuro. La settimana è stata piena di avvenimenti. La piazza, dopo aver urlato, gioito e inveito (con molto poco fair play) si è calmata, speriamo si sia sfogata abbastanza e sia entrata nell’ordine di idee che tutti dobbiamo partecipare alla riconquista dell’Italia perduta. Su Le Monde di giovedì, Sylvie Goulard, deputata europea per l’Alleanza dei liberali e dei democratici per l’Europa (ALDE), scrive: “E se l’Italia di Monti salvasse l’Europa?” e  sul Financial Times, sempre di giovedì, c‘è una bellissima lettera del Professor Pellegrino Manfra (docente di Economia alla City University New York) intitolata Have Confidence in Italy’s Entrepreneurial Economy che comincia così “Sir, l’articolo di Nouriel Roubini pubblicato sul vostro quotidiano l’11 novembre sembra essere ingiustificatamente e eccessivamente pessimistico (come molti altri apparsi nei media ultimamente) sullo stato della economia italiana”.

C. Fauvet-Mycia, Italie: Le temps des experts avant le retour des politiques, Le Figaro, 17 novembre 2011. “Otto giorni. Ci sono voluti solo otto giorni perché l’Italia, così attaccata alle chiacchiere e al mercanteggiamento che distraggono dall’azione, cambiasse il governo. Otto giorni affinché una squadra elefantiaca, devota ad un solo uomo, Silvio Berlusconi, vincitore delle elezioni del 2008, e difesa da una maggioranza sempre più incerta, cedesse il passo ad un gruppo di ‘esperti’, sottoposti all’autorità di un ex Commissario europeo che non ha mai partecipato alla lotta elettorale ma si è assicurato il sostegno di una maggioranza che riunisce destra e sinistra (…)”.

L. Totaro, Monty’s Faces Task of Convincing Parliament, Investors, Businessweek, 17 novembre 2011. “La prima giornata di Mario Monti premier sarà dedicata a cercare di convincere i legislatori a Roma e gli investitori ovunque che sarà in grado di far approvare le misure necessarie a tagliare il secondo debito, per ordine di grandezza, nella zona euro (…) In entrambe le Camere, dovrà affrontare l’opposizione rappresentata dal maggiore alleato di Berlusconi, la Lega Nord, che non si è neanche presentata alle consultazioni previste da Monti il 14 novembre scorso (…)”.

Professor Pellegrino Manfra, Have confidence in Italy’s entrepreneurial economy, Financial Times, 16 novembre 2011. “Paragonata ad altri Stati periferici, l’Italia ha un’economia vitale e dinamica. Il tasso di disoccupazione che raggiunge l’8,1% e più basso della media europea che è del 10% (…) Le esportazioni dell’anno in corso sono aumentate del 10% rispetto al 2010 (…) Sono convinto che l’Italia rimarrà nell’UE e che, con la nomina di Mario Monti, sorprenderà molti economisti”.

S. Goulard, Et si l’Italie de Mario Monti sauvait l’Europe?, Le Monde, 16 novembre 2011. “La relazione franco-tedesca è non meno indispensabile che insopportabile. Questo è il paradosso che, in questo momento, paralizza la zona euro. Il peso dei due Paesi e le loro continue divergenze dovrebbero portare gli altri Stati europei ad apprezzare gli sforzi della Cancelliera Merkel e del Presidente Sarkozy nello smussare i loro punti di vista (…) La loro cooperazione non è però riuscita ad evitare il contagio, né a rassicurare i mercati. Gli atri Stati europei si sentono esclusi dagli accordi che decidono del loro destino. Non si può continuare su questa strada, ma come uscire dall’impasse? Una soluzione potrebbe arrivare dall’Italia (…) A causa della sua taglia, l’Italia ha una responsabilità particolare (…) Dopo l’epoca Berlusconi, la tradizione europeista dell’Italia si è offuscata nella memoria, ma merita di essere ricordata (…) nel 1985 nel leggendario Consiglio Europeo di Milano non è stato il tandem franco-tedesco ad aver aiutato Delors a sfidare l’opposizione di Margaret Thatcher ad ‘aprire’ la strada verso L’Atto unico, ma la presidenza italiana (…)”.

ChannelnewsAsia, Monti replaces Berlusconi as Italy’s new PM, 16 novembre 2011. “Mario Monti ha sostituito Silvio Berlusconi come Primo Ministro in un nuovo Governo svelato mercoledì, con il compito di salvare l’eurozona pesantemente minacciata dalla bancarotta (…)”.

Novinitne, Sofia News Agency, Monti Forms New Italian Govt, 16 novembre 2011. “L’economista italiano Mario Monti è riuscito a formare un governo al quale è stato dato il compito di evitare al Paese il disastro finanziario (…)”.

P. Pullella, J. Mackenzie, Monti forms New Italy government, The Star (Malaysia), 16 novembre 2011. “L’ex Commissario Europeo Mario Monti ha presentato mercoledì, in Italia, il nuovo Governo tecnico che dovrà affrontare la grande crisi del Debito che minaccia l’intera zona euro (…)”.

G. Wang, Italy’s new Government establish on 16th, Taiwan News, 16 novembre 2011. “Il Primo Ministro italiano Mario Monti annuncerà oggi la formazione del nuovo Governo, nato con lo scopo di sottrarre l’Italia alla pesante crisi economica (…)”.

AFP per Romandie, Italie: le patron de la 2e banque du pays Ministre du Développement économique, 16 novembre 2011. “Monti ha spiegato che il raggruppamento dei tre portafogli (Sviluppo economico, Infrastrutture e Trasporti) in seno ad un Ministero con la logica della centralità ed importanza che ha il coordinare tutte le iniziative volte alla crescita economica”.

Xinhuanet, France fear of looming erozone crisis, 15 novembre 2011. “Mentre l’Italia presenta un nuovo Governo nel tentativo di stabilizzare e recuperare la sua malconcia economia, le paure per un contagio della crisi che ha raggiunto l’Eurozona, colpiscono la Francia. Gli economisti avvisano che i 300 miliardi di euro di debito detenuti dalle banche francesi espongono pericolosamente il paese alla spirale della crisi finanziaria (…)”.

Editoriale del Gulf News, New Italian PM faces onerous task, 15 novembre 2011. “Le indennità devono essere tagliate, la spesa sociale ridotta e gli impieghi del settore pubblico aggiustati. Inoltre Monti dovrà riformare le classi professionali, liberalizzare e modernizzare completamente l’intera società (…)”.

Mmeg, Mario Monti appointed as new Italian PM, 15 novembre 2011. “Monti, un economista molto rispettato, ha ricevuto l’incarico come Primo Ministro dopo che si sono concluse una serie di consultazioni tra Napolitano, i principali partiti italiani e gli ex Presidenti della Repubblica. Dovrà attuare le riforme chieste dalla UE affinché l’Italia sani il suo imponente debito e riguadagni la fiducia dei Mercati (…)”.

D. Kossyrev, La démission de Berlusconi et le déclin de L’Occident, RIANOVOSTI, 15 novembre 2011. “Il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi ha dimissionato sabato sera, come preannunciato la scorsa settimana. Queste dimissioni  ricalcano l’evento che si è appena consumato in Grecia (…) Sarà forse possibile stabilizzare così la zona euro e preservare l’UE dal tracollo, ma l’uscita di scena di una delle personalità di spicco dell’Europa contemporanea porta a pensare che l’Europa, in futuro, non sarà più la stessa (…)”.

D. McFeatters, Barlusconi out, ‘Super Mario’ in as Italy’s savior, Korea Times, 15 novembre 2011. “Le sordide feste chiamate ‘bunga bunga’ possono essere considerate l’eredità lasciata da Berlusconi durante il suo mandato di Primo Ministro, il più lungo della Storia italiana. Si è detto che fossero feste bellissime, ma forse è  l’unica cosa che ha fatto bene durante il suo mandato”.

Voix del la Russie, Medvedev remercie Berlusconi pour la cooperation, 13 novembre 2011. “Domenica sera, il Presidente Dmitri Medvedev si è intrattenuto al telefono con il Capo del Governo italiano, Silvio Berlusconi, che aveva appena dato le sue dimissioni. Il Presidente ha ringraziato Berlusconi per gli anni di lavoro costruttivo, così come il suo ruolo personale come Capo del Governo nello sviluppo dei poliedrici rapporti russo-italiani. La cooperazione tra i due Paesi ha raggiunto un livello senza precedenti, ha detto il Presidente prima di esprimere la speranza che questo rapporto continui (…)”.

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI