Bruxelles – Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch ora dovranno stare più attente, la legislazione europea inizia a stringersi intorno a loro. Lo scorso martedì 15 novembre il Commissario al Mercato Interno Michel Barnier ha presentato in conferenza stampa le riforme della Commissione al regolamento e alle direttive europee che disciplinano le agenzie di rating. Obiettivo principale quello di rafforzare l’attuale legislazione europea a riguardo resa inadeguata dalla crisi economica e dell’euro.

Il pacchetto di riforme intende dunque modificare il regolamento, in vigore dal 2009, relativo alle agenzie di rating del credito e le direttive che invece riguardano gli organismi d’investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) e dei fondi di investimento alternativi. I principali obiettivi sono quelli di assicurare che gli istituti finanziari non si affidino ciecamente e solamente ai rating delle agenzie, quello di aumentare la trasparenza del lavoro delle agenzie di rating, quello di aumentare l’indipendenza delle agenzie evitando che agiscano in conflitto di interessi.

“I ratings hanno un diretto impatto sui mercati e sull’economia in generale e dunque sulla prosperità dei cittadini europei (…)”, di conseguenza “non possiamo lasciare che aumentino la volatilità del mercato. Il mio primo obiettivo, è quello di ridurre l’affidamento sui ratings e allo stesso tempo migliorare la qualità del processo di rating”, ha dichiarato il Commissario Barnier martedì in conferenza stampa.

Particolarmente importanti sono le norme, contenute sia nella proposta di regolamento che in quella di direttiva, che impongono agli istituti finanziari di fare una propria valutazione di rischio senza dover attendere e dipendere pienamente dai rating delle varie agenzie. Le previsioni più dettagliate e precise riguardano invece la regolazione del conflitto di interesse e quindi dell’indipendenza delle agenzie di rating. Ad esempio, non si potranno avere partecipazioni che superino il 5% in due o più agenzie di rating differenti, un’agenzia non potrà essere incaricata per più di tre anni se compie il rating di più di dieci strumenti finanziari dello stesso issuer e via di questo passo. Si vuole in definitiva impedire che il controllato controlli il controllore e che vi sia una conseguente indipendenza di giudizio.

Altro punto interessante riguarda la divulgazione di informazioni rispetto alle metodologie applicate dalle agenzie per stabilire il rating. Su di esse viene posto un controllo da parte della comunità europea. Esse, le metodologie di rating, dovranno infatti passare al vaglio dell’ESMA (European Security Market Authority) che le dovrà approvare. Infine viene prevista anche la responsabilità per colpa o per illecito delle agenzie di rating che, ree di aver infranto le norme europee, causino danno agli investitori, ovviamente l’onere della prova grava sulle agenzie di cui sopra.

Un plauso alle norme che rendono più stringenti le regole riguardo alle agenzie di rating è doveroso, meno il fatto che l’Europa riesca ad essere sempre un passo indietro a tutto il resto. Ora, non si richiede la velocità dei mercati finanziari, per carità, però almeno la consapevolezza che la pachidermica tempistica europea – le modifiche della normativa entreranno in vigore nel 2013 – esige una capacità di previsione superiore alla media. In definitiva il lazo si stringerà attorno a Moody’s e compagnia cantante, ma intanto hanno ancora molto tempo per fare tutti i danni che vogliono.

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