“Leggo su uno dei quotidiani più illustri una paginetta sulle donne chiamate a far parte del governo. Devo fare una premessa però, io non sono una femminista, anzi, sostengo che la donna che sgomita per lavorare perda di vista la meravigliosa opportunità che la natura le ha dato: fare e crescere figli; trascurarli per lavorare fuori casa, affidandoli ad asili nidi o baby sitter, trovo sia un vero peccato. Detto questo ognuno fa ciò che vuole.

Torniamo all’articoluzzo. Si parla della carriera, il curriculum di ciascuna e poi – udite, udite! – sono anche ottime mogli e nonne. Ecco. Nessuno dei ministri maschi ha avuto questa gentilezza, questo delicato trattamento. Ne sentivamo il bisogno? Intanto, ho trovato deprimente che si sia tanto enfatizzato sul fatto. Bene ci sono tre donne. E allora? Anche prima c’erano, anche se di un corpo di ballo diverso. Perché ancora si deve sottolineare? Un po’ è anche colpa delle donne se questo accade. Con tutta quella storia sulla Quote rosa, ci siamo ghettizzate da sole.

Perché non ho letto ‘questo il governo, punto.’? E se qualcuno fosse omosessuale? Allora si è fatta discriminazione. E sono poco avvenenti? Perché Monti è un figo?  Che noia. Non andiamo da nessuna parte così. Trovo avvilente che si declini tutto al maschile, che si pensi che una donna riesca per chissà quali torbidi misfatti. Se è giovane è ‘leggera’, se è vecchia ‘ma da giovane’. Insomma signori, considerateci vostri pari, anche se siamo superiori per molti versi. Ma noi non ve lo facciamo notare, vi amiamo, vi perdoniamo, vi stiriamo le camicie e cresciamo i vostri figli. Che quando riescono bene nella vita sono solo figli di mammà.”

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1 COMMENTO

  1. Come al solito Elvira Marasco riesce a cogliere nel segno….e spero anche nel senno che arrivi prima del sonno.

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