Mentre i socialisti di François Hollande e gli ecologisti di Eva Joly continuano i pourparler sulla delicata quanto intricata questione del nucleare e delle energie rinnovabili, il presidente dei MoDem François Bayrou ha fatto intendere negli ultimi giorni che la sua candidatura alle presidenziali del 2012 è cosa ormai certa. Restano da ultimare i dettagli, tra i quali i nomi di alcuni dei suoi futuri collaboratori, prima di dichiarasi ufficialmente di fronte alla stampa e concorrere, alla stregua di Marine Le Pen, nelle vesti di outsider. Ce ne ha parlato su Le Figaro di giovedì Rodolphe Geisler nel suo Bayrou avanza verso la sua candidatura.

“Il presidente del MoDem, che ufficializzerà la sua terza candidatura all’Eliseo prima delle feste natalizie, ovvero durante la prima metà di dicembre, ha deciso di porre le basi. Molte équipe di lavoro seguiranno la sua candidatura, affiancate da trenta personalità di spicco. L’équipe dei ‘pilastri’ sarà composta dai fedelissimi e, più precisamente, come riferito dallo stesso Bayrou in sala stampa, da “coloro che hanno mantenuto salde le fondamenta del movimento negli ultimi cinque anni”. Si tratta degli eurodeputati Marielle de Sarnez, Robert Rochefort, Nathalie Griesbeck, Jean-Luc Bennahmias e Sylvie Goulard, dei senatori Jacqueline Gourault, Jean-Marie Vanlerenberghe e Jean-Jacques Lasserre, del deputato Jean Lassalle, ma anche dell’ex-senatore Jean-Jacque Jégou, che sarà il tesoriere della campagna e dei membri del ‘Shadow Cabinet’ Bernard Lehideux e Yann Wehrling.

Accanto all’équipe dei ‘pilastri’ segue quella dei ‘sindaci’, anche chiamata delle ‘operazioni’, capitanata da Marc Fesnau, segretario generale del MoDem e primo cittadino di Marchenoir, il quale avrà il ruolo di dirigere gli omologhi Geneviève Darrieussecq, sindaco di Mont-de-Marsan, Rodolphe Tomas, sindaco di Hérouville-Saint-Clair, Olivier Henno, sindaco di Saint-André-lez-Lille, Bruno Joncour, sindaco di Saint-Brieuc, e di Frédéric Leturque, nuovo inquilino del comune di Arras. Infine, seppur manchi ancora la piena certezza, Christophe Madrolle, vice-presidente della comunità urbana di Marsiglia, e Fadila Mehal, fondatrice dell’associazione Marianne de la diversité”.

Una squadra strategica, quella di Bayrou, che attinge a molti versanti della scena politico-sociale della Francia attuale, e che vuole proporsi come rappresentante non tanto di un partito, quanto di un movimento trasversale, in grado di rispondere alle svariate esigenze dell’intera cittadinanza. “François Bayrou non sarà il candidato dei MoDem, bensì il candidato dell’assembramento”, conferma infatti un suo sostenitore. Certo, il rischio che la ricchezza e il carattere composito del movimento possano disperdere i voti, piuttosto che raccoglierli, è altissimo ma l’autorevolezza delle figure nelle quali ripone fiducia l’ex-presidente dell’UDF (Union pour la démocratie française) potrebbe, da qui al prossimo 22 aprile, riservare delle sorprese elettorali. A favore di un centrismo di stampo liberale che alla Francia potrebbe solo portare dei grandi benefici.

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