Il tiro alla fune tra Parma e Parigi continua. La societa’ francese Lactalis, che aveva acquistato il 29,9% della Parmalat, la settimana scorsa ha lanciato un’offerta di pubblico acquisto sulla  percentuale rimanente dell’azienda al costo di 2,6 euro ad azione, per un totale di 3,4 miliardi di euro che vanno a sommarsi al miliardo e mezzo iniziale.

Al consiglio d’amministrazione di Parmalat l’offerta pare non essere piaciuta particolarmente.

In primo luogo l’hanno definita «non sollecitata e non concordata», una considerazione puramente oggettiva (perche’ un’Opa volontaria per definizione puo’ non essere concordata) che pero’ esprime il disappunto dell’azienda di Collecchio per la mossa francese.

Poi si sono affidati ad un advisor, la famosa banca americana Goldman Sachs, affinche’ rediga una relazione sulla “congruita’” del prezzo proposto da Lactalis.

Il tentativo di Parmalat e’ di portare il prezzo a 2,8 euro ad azione, ovvero il prezzo piu’ alto pagato per l’acquisto di alcuni pacchetti di azioni, pari al 15% del totale, durante il primo rastrellamento (quello che ha portato Lactalis al 29% di Parmalat), ma per legge Lactalis non e’ tenuta a pagare un prezzo cosi alto, infatti solo nelle Opa obbligatorie il prezzo dell’offerta deve essere il piu’ alto tra quelli pagati per superare la soglia del 30%.

Quindi ora sta all’azienda francese decidere se alzare il prezzo per accontentare un consiglio d’amministrazione che sembra ormai fuori dai giochi, specialmente dopo l’intervento del Primo Ministro italiano che aveva definito “amichevole” l’offerta ancora prima che gli stessi dirigenti Parmalat potessero dire la loro, e ancora piu’ dopo la sua dichiarazione odierna, «l’Opa di Lactalis su Parmalat è un’operazione in regola con le norme del mercato», che sconfina nel ruolo destinato alla Consob di apporre il sigillo di correttezza sul piano Lactalis.

A questo punto anche le parole della Consob, anticipata dal Premier, potrebbero non riuscire nel gia’ improbabile tentativo di favorire gli azionisti italiani.

Per ora, quindi, il gioco continua, mentre si aspettano il responso dell’advisor scelto oltreoceano, il responso della Consob, la seduta del cda Parmalat del 12 maggio e la prossima mossa dei francesi.

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