Un Esecutivo di alto profilo all’insegna del “low profile”. Il team di Governo, con in testa il professor Mario Monti, non è più composto da semplici figurine, è un gruppo di qualificati esperti che si è accollato il difficile compito di tirare fuori l’Italia dai guai.

In questi giorni abbiamo assistito alle consultazioni (prima) e alla fiducia del Parlamento (poi) ed è balzata agli occhi una caratteristica unica, una sorta di marchio di fabbrica, che contraddistingue il nuovo Governo di responsabilità nazionale: la sobrietà.

Abituati come eravamo a vedere il Parlamento come un mercato, con tanto di compravendita, per non parlare delle scabrose situazioni che hanno contrassegnato la vita fuori dai palazzi istituzionali, c’era il sospetto che in fondo quel micro-mondo fatto di escort, presunta corruzione, volgarità, parolacce e altre azioni di bassa Lega fosse quello meglio distintivo della stagione politica che stavamo attraversando. Intossicati dalle inchieste o dalle dichiarazioni di tanti parlamentari di levatura pari allo zero, ci siamo assuefatti alla convivenza con la maleducazione anche se eravamo pervasi da sentimenti di angoscia e perplessità. Quando si dice che la politica deve essere di esempio, è stramaledettamente vero. Il meccanismo del copia-incolla per i cittadini diventa quasi automatico e giustificato: quelli strillano? Lo faccio anch’io. Quelli rubano? Allora posso farlo anch’io.

Durante questo ‘apprendistato’ distorto si sono andati via via perdendo tutti quei valori che – nonostante le magagne di un passato non certo immacolato – avevamo accumulato: etica, rispetto per gli altri e per le leggi, senso dello Stato. Un imbarbarimento culturale di cui qualcuno dovrà rispondere prima o poi.

Ebbene, non è che il neo Premier si sia presentato come fosse Monsignor della Casa, ma è certo che la sua compostezza già durante i giorni delle consultazioni abbia contagiato un po’ tutti. Come se il tempo si fosse fermato: lo stupore di fronte ai toni pacati di Monti, al rigore, a ciò che non si può promettere ma che si farà il possibile per realizzare e, non da meno, davanti al rispetto dovuto verso chi lo ha preceduto, sono piccoli segnali di un cambiamento tangibile. Una silenziosa serenità che addolcisce la turbolenza dei mercati e che gli italiani stanno imparando ad assorbire come spugne, consapevoli che il ruolo dei protagonisti per loro è stato solo congelato.

Di sicuro non basterà attenersi alle regole della buona educazione per far passare la buriana e far sparire con un colpo di bacchetta magica la zavorra di problemi che pesa sul Paese. Non mancheranno, al momento delle riforme, i nervosismi se non i colpi di testa da parte di chi adesso dice che va tutto per il meglio, perché in fondo Monti non è lo spirito santo disceso in mezzo a noi. Ma è un buon inizio, tutto il resto è frastuono.

© Rivoluzione Liberale

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