“Ho sempre pensato che in Italia il buonsenso sia un malato terminale. Ora credo si possa cominciare a pensare ai funerali.

Leggo che le ragazze coinvolte nel cosiddetto caso Ruby, sono state considerate  parte civile al processo. Questa presidente di tribunale di così  larghe vedute, ritiene che queste ragazze siano «le vittime» dello sfruttamento della prostituzione come persone offese in base «alla tutela della libertà della persona umana», anche nell’ambito della sfera sessuale.

Ecco, io la ritengo una clamorosa idiozia. Intanto le povere vittime sono andate di loro spontanea volontà abbagliate sicuramente da un tenore di vita a loro sconosciuto, dal denaro facile, dal regalo e dalla casa faraonica. Ma questa è stata una loro scelta, non sono certo state gettate in strada a prostituirsi.

Io tendo solitamente a difendere le prostitute, a volte costrette a fare questo mestiere da situazioni di vita drammatiche. Queste quattro sceme invece non mi fanno pena, solo rabbia. Sono le figlie del Grande Fratello e di Uomini e Donne; persone decise a fare una vita da borsetta di Chanel senza faticare, senza studiare, senza specializzarsi, senza fare gavetta. Un bel corpo e basta e poi tanta tanta disinvoltura.

Certo, concordo che farsi toccare il sedere da personaggi come quelli coinvolti, possa esser ritenuto un sacrificio, ma loro erano ben consapevoli. Cara presidente di tribunale, tutto questo sbandierare la tutela della dignità mi è sembrata una trita campagna politica di bassa ‘lega’. Se proprio volete tutelarla allora chiudete alcune trasmissioni come quelle sopra citate. Siamo sempre di più in uno stato di soli diritti. Ma il dovere di essere una persona perbene, di lavorare ed essere onesti, in quale pagina dell’istanza si trova? Io non l’ho trovato.”

© Rivoluzione Liberale

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