Parigi – Eva Joly e le sue recenti dichiarazioni, in pieno disaccordo con la linea del Parti Socialiste di François Hollande in merito ad una possibile riduzione/uscita dal nucleare, come si dice qui in Francia, défrayent la chronique, sono al centro della cronaca. L’inavvedutezza unita ad una buona dose di superficialità, mostrata dalla candidata alle Presidenziali per l’Europe Écologie Les Verts, ha messo in serio pericolo la solidità e la credibilità di un partito che sembra essere tornato incontrollabile come d’abitudine. Ce ne ha parlato su Libération di giovedì Matthieu Ecoiffier nel suo Il ritorno dei difetti verdi.

“Attenzione, pericoli in vista. Credevamo che gli ecologisti fossero divenuti adulti e responsabili. O comunque pronti ad un compromesso con l’alleato socialista per battere Nicolas Sarkozy ed avviare finalmente la transizione ecologica alla quale aspirano. Non hanno forse abilmente negoziato un accordo con il PS con lo scopo di formare una maggioranza alternativa e ottenuto una trentina di circoscrizioni acquisibili in caso di vittoria nel 2012, occupando così una posizione influente ai fini del programma di governo, rischiando anche di parteciparvi direttamente?”

“Il problema è che, da martedì, Eva Joly insiste sul fatto che questo accordo non la fa sognare, stigmatizzando il PS, dai lei apostrofato «gruppo di marionette» al cospetto della lobby del nucleare. Una strategia coerente con il suo percorso, giudicata  efficace dai suoi fedeli dal punto di vista mediatico, ma disastrosa da quello politico, tanto da rianimare minacciosamente lo spettro di una nuova crisi adolescenziale e di una recrudescenza dell’isolazionismo ecologista”.

Confusione imbarazzante, pressoché schizofrenica all’interno del partito ecologista francese, provocata per la maggiore dall’imprevidente Eva Joly, anticonformista d’origine norvegese dagli occhialetti rossi intellettualoidi, che sembrava, fino a poche settimane fa, essere riuscita a contenere il suo ego smisurato, promettendo di adoperarsi, in caso di sconfitta al primo turno, al fine di creare una grande coalizione di sinistra, mano nella mano con il PS di Hollande.

Peccato che le sue ultime dichiarazioni abbiano frantumato quanto di buono era stato creato fino ad oggi con il supporto del leader del partito Cécile Duflot, lasciando intravedere ancora una volta l’inguarabile malattia settarista, che ora più che mai permette a Sarkozy e al suo UMP – malgrado le enormi difficoltà palesatesi in politica interna ed europea – di approfittare di una sinistra allo sbaraglio, per recuperare progressivamente la fiducia di un popolo francese altrettanto incerto sul proprio futuro.

© Rivoluzione Liberale

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