AL CINEMA

1921 – Il mistero di Rockford: un film di Nick Murphy. Con Rebecca Hall, Dominic West, Imelda Staunton, Lucy Cohu, John Shrapnel. Titolo originale The Awakening. Thriller, Gran Bretagna 2011 (Eagle Pictures). Trama: ambientato nell’Inghilterra del 1921, alla fine della Prima Guerra Mondiale, la pellicola racconta la storia di Florence, una donna estremamente razionale e molto scettica che viene chiamata in una scuola di campagna per investigare su un inspiegabile crimine. Un ragazzo è morto e alcune foto successive del cadavere rivelano sullo sfondo una misteriosa figura sfocata.
In uscita venerdì 2 dicembre. Giudizio: ***

Midnight in Paris: un film di Woody Allen. Con Owen Wilson, Rachel McAdams, Michael Sheen, Nina Arianda, Kurt Fuller. Commedia, Usa/Spa 2011 (Medusa). Trama: una famiglia americana è in viaggio d’affari a Parigi. Quando incontra una giovane ed eccentrica coppia di fidanzati, vedrà cambiare sensibilmente la propria vita. Il film è anche la storia del grande amore di un giovane per la città di Parigi e dell’illusione di tutti coloro che pensano che se avessero avuto una vita diversa sarebbero stati molto più felici.
In uscita venerdì 2 dicembre. Giudizio: ****

La Cosa: un film di Matthijs van Heijningen Jr.. Con Mary Elizabeth Winstead, Joel Edgerton, Jonathan Walker, Adewale Akinnuoye-Agbaje. Horror, Usa/Can 2011 (Universal Pictures). Trama: Antartide. La paleontologa Kate Lloyd, unitasi alla squadra di scienziati norvegesi intenti a studiare una nave spaziale extraterrestre ritrovata seppellita tra i ghiacci, scopre un organismo che sembra essere morto nell’impatto avvenuto migliaia di anni fa. Ma la “cosa”, un parassita in grado di imitare qualsiasi forma di vita con cui entri in contatto, sta solo aspettando di risvegliarsi.
In uscita venerdì 2 dicembre. Giudizio: ***

Il giorno in più: un film di Massimo Venier. Con Fabio Volo, Isabella Ragonese, Camilla Filippi, Roberto Citran, Pietro Ragusa. Commedia, Italia 2011 (01 Distribution). Trama: Giacomo Bonetti è bravo nel lavoro, con le donne e soprattutto nell’evitare impegni affettivi e sentimentali. La sua vita cambia quando incontra una ragazza su un tram: la incontra tutte le mattine andando a lavorare, ma si può amare una donna di cui non si conosce nemmeno il nome?
In uscita venerdì 2 dicembre. Giudizio: ***

(Legenda: * da evitare; ** banale; *** guardabile; **** coinvolgente; ***** imperdibile)

A TEATRO

Il mare, Sala Umberto (Roma). Dal 29 novembre Paolo Poli rende omaggio alla letteratura italiana portando in scena i racconti della scrittrice Anna Maria Ortese, composti nel lungo arco di tempo che va dagli anni 30 ai 70. Storie quasi senza storia che dipingono una realtà tragica come attraverso un sogno. Gli avvenimenti narrati sono visti attraverso il ricordo struggente: l’infanzia infelice ma luminosa, l’adolescenza insicura, ma traboccante, l’amore sfiorato ma mai posseduto in cui il grande attore ritaglia figure e figurine di una Italietta arrancante nella storia dove le canzonette fanno la parte del leone.

Una piccola impresa meridionale, Teatro Ambra Jovinelli (Roma). Fino al 4 dicembre prossimo Rocco Papaleo in uno spettacolo di teatro e canzone. “E’ uno spettacolo che mi rappresenta”, dice l’attore. “Canto le canzoni che ho maturato negli anni e qualche brano dal mio unico disco che intitolai “Che non si sappia in giro” (corsivo).

Trappola per topi, Teatro Carcano (Milano). Fino al 4 dicembre prossimo. Con la regia di Stefano Messina parte da una ritraduzione del testo ad opera di Edoardo Erba, che mantiene intatta l’ambientazione e il feeling originale. E’ una commedia piacevolissima, trattata qui con grande savoir faire, mediante un’operazione di lettura fatta con grande rispetto per il testo originale. Ambientata nel secondo dopoguerra, il testo vuole rappresentare, dietro le figure dei protagonisti, la caduta della classe alto borghese e presuntuosa, nell’incarnazione del personaggio che sarà la vittima designata.

Napoletango, Teatro Ventaglio Smeraldo (Milano). Dal 29 novembre un musical surreale – per la regia di Giancarlo Sepe, dove diciannove attori recitano in maniera corale sulle note di tanghi antichi e moderni, alternati a tarantella e rock. Napoli e il tango sono uniti da un sottile filo rosso, una cultura popolare, tra musica, canto e ballo. In scena emergono i sentimenti e le emozioni alla radice di questo carattere comune: passione, condivisione, comicità e desiderio liberatorio. La storia è quella della famiglia Incoronato che forma una compagnia di ballo, con lezioni e prove per fare spettacoli in giro. I diciannove componenti vivono, mangiano e dormono, tutti insieme. Gli attori recitano quasi sempre seminudi per mettere l’accento su questa intimità.

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI