La squadra è al completo, l’allenatore in campo (Monti) pure. Rigore netto: è diminuito sensibilmente il numero degli incarichi rispetto all’ultimo Governo, risparmio garantito. Sulla falsariga dei ministri, anche il team dei ‘vice’ e sottosegretari è squisitamente tecnico. Del resto i partiti non hanno voluto metterci la faccia e dunque, rimasti in un cantuccio a guardare quello che succedeva, alla fine ha deciso il Premier. Con buona pace di tutti.

Qualche vagito dal Palazzo è filtrato; è il caso di Gasparri e di altri sei del Pdl che hanno tirato in ballo il conflitto d’interessi – minacciando addirittura di non appoggiare l’Esecutivo – in merito alla nomina di Giampaolo D’Andrea in qualità di sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, incarico che ricopriva già nel Governo Prodi. La Russa ha tagliato corto, “Tecnici, con qualche eccezione”, di fatto smorzando sul nascere la polemica innescata dal collega di partito.

Dicevamo della squadra, che ha giurato l’altra mattina a Palazzo Chigi, alla presenza di Mario Monti e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà. Tra i nuovi c’è anche un ministro, Filippo Patroni Griffi (un passato bipartisan con Bassanini e Brunetta), che va alla Funzione pubblica, poi tre viceministri e venticinque sottosegretari.

Superate le perplessità che avevano avvolto Vittorio Grilli (che già da giorni si dava per certo come numero due all’Economia), in merito alla possibilità di mantenere il doppio incarico di direttore generale di via XX settembre. Sciolto il nodo: Grilli si è messo in aspettativa rinunciando al 70% dello stipendio. Insieme a lui i sottosegretari Vieri Ceriani, che è stato a capo dei servizi fiscali di Palazzo Koch e Gianfranco Polillo.

Il ministro dal doppio dicastero, Corrado Passera (Sviluppo economico e Infrastrutture e trasporti), avrà al suo fianco come ‘vice’ un ex collega di Intesa Sanpaolo, Mario Ciaccia, a cui va la delega alle Infrastrutture, e il sottosegretario Guido Improta, già vicecapo di Gabinetto di Rutelli ai Beni culturali. Allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti e Massimo Vari, magistrato ed ex vicepresidente della Corte Costituzionale. Sottosegretario alla Salute è Adelfio Elio Cardinali, radiologo e marito di Annamaria Palma, oggi capo segreteria del presidente del Senato, Renato Schifani.

Alla Difesa è nominato sottosegretario l’ex capo segreteria del ministro La Russa, Filippo Milone, e Gianluigi Magri. Agli Affari Esteri vanno Marta Dassù (ha collaborato come consigliere per la politica estera con il Presidente del Consiglio dei ministri nel Governo D’Alema I, II e nel Governo Amato II) e Staffan De Mistura, diplomatico svedese naturalizzato italiano con alle spalle una lunga carriera nell’Onu. Sottosegretari all’Interno sono Carlo De Stefano, Giovanni Ferrara, ex Procuratore capo di Roma, e Saverio Ruperto. Alla Giustizia Salvatore Mazzamuto, docente di Diritto civile a Roma Tre (nell’ultimo governo Berlusconi è stato consigliere giuridico del ministro della Giustizia, Angelino Alfano) e Andrea Zoppini, anch’egli ordinario presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma Tre, dove insegna Analisi economica del diritto. Alle Politiche agricole, alimentari e forestali c’è Francesco Braga, mentre all’Ambiente e Tutela del territorio e del mare, Tullio Fanelli.

All’Istruzione la terza e ultima sottosegretaria donna, Elena Ugolini, nel 2008 nominata dal ministro Gelmini membro del comitato di indirizzo dell’Invalsi, e il ‘maestro di strada’ Marco Rossi Doria. Ai Beni e Attività culturali il sottosegretario è Roberto Cecchi, architetto e direttore generale per i Beni storici, artistici ed etno-antropologici al Ministero per i Beni e le Attività culturali. Alla presidenza del Consiglio sono due i sottosegretari: all’Editoria Carlo Malinconico, già presidente della Fieg; alla Comunicazione e all’informazione Paolo Peluffo, giornalista, Capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della presidenza del Consiglio dal 2006 al 2008; mentre ai Rapporti con il Parlamento arrivano Giampaolo D’Andrea e Antonio Malaschini. Due docenti al Welfare: viceministro il giovane Michel Martone, già consulente di Renato Brunetta e vicino all’associazione Italia Futura di Montezemolo. Con lui la sottosegretaria Maria Cecilia Guerra, professoressa di Scienza delle finanze e direttore del Dipartimento di Economia Politica presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

A questa squadra il compito di risollevare il Paese, in casa (Italia) e in ‘trasferta’ (Bruxelles, Strasburgo, Parigi, Berlino ecc.). E ora sotto con le riforme.

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