Dopo l’euforia scatenata dalla nomina di Mario Monti come Presidente del Consiglio e l’uscita di scena di Silvio Berlusconi, la Stampa estera, questa settimana, sembra avvolta dalla nebbia che solitamente avvolge dopo un’ubriacatura.  C’è molta incertezza sul futuro del nostro Paese e qualche dubbio che Monti riesca nella sua opera titanica. Ma la stima che dimostrano tutti per il Professore è grande e questo è già un passo avanti.

I toni sono diversi di quando ci si occupava del Governo Berlusconi, tra le righe dei quotidiani non emerge più l’ironia e il sarcasmo che trapelavano ad ogni azione del nostro ex Primo Ministro. Qui leggiamo soprattutto preoccupazione, perché si è arrivati alla consapevolezza che il problema non è solo nostro: la crisi coinvolge tutta la zona Euro. Monsieur Sarkozy può bacchettarci quanto vuole davanti al pubblico di TF1, ma è la stessa stampa francese – si veda per esempio Le Nouvel Observateur – che si chiede se l’Euro svernerà, mentre  il quotidiano economico La Tribune mette in dubbio l’efficacia del direttorio Merkel, Sarkozy, Monti. Sempre secondo Le Nouvel Observateur, se l’Euro si salverà sarà grazie ai cittadini europei e non per mano di un Direttorio. Questa settimana anche il greco Ekathimerini  si è sulla questione Italia-Grecia, Paesi “legati” dalle stesse scelte “tecniche”.

AP per Houston Chronicle, ECB’s Draghi hints at more support for euro, 1 dicembre  2011. “Il Capo della BCE Mario Draghi ha fatto trapelare che la Banca era pronta a giocare un ruolo maggiore nella risoluzione della crisi europea del Debito, ma solo dopo che i diciassette Paesi dell’eurozona avessero legato le loro economie più saldamente (…)”.

G. Zampano, Italy’s Monti Weighs New Measures, WSJ 30 novembre 2011. “Il Primo Ministro italiano Mario Monti ha dichiarato mercoledì che il suo Paese non aveva intenzione di chiedere aiuto al FMI per combattere la crisi del debito, aggiungendo che il suo Governo avrebbe emesso un nuovo pacchetto di misure già entro la prossima settimana (…) La Commissione, il ramo esecutivo dell’UE, ha detto che l’Italia dovrebbe spostare l’onere fiscale verso le imposte sui consumi e la proprietà e ridurre gli oneri sul lavoro e gli affari (…) Il Premier italiano ha chiesto che ci fosse «responsabilità sociale» ed ha avvertito che un fallimento nel mettere in atto le misure necessarie porterebbe a «serie conseguenze per tutti», in Italia e all’estero”.

P. Hannon, Confidence Declines in Euro-Zone Economy, WSJ, 30 novembre 2011. “Le aziende e i consumatori dei diciassette Stati che condividono l’Euro sono diventati, in novembre, più pessimisti riguardo al loro futuro perché, un numero sempre maggiore di governi è stato costretto a pagare più cari i loro interessi (…) L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico ha affermato lunedì scorso che l’economia dell’eurozona si contrarrà questo trimestre. E’ necessario che la BCE tagli il suo tasso d’interesse chiave per respingere una nuova recessione (…) Tra le maggiori economie della zona euro, la fiducia si è nettamente indebolita in Francia e in Olanda, le due economie che fino a poco tempo fa erano rimaste relativamente fuori dai peggiori effetti della crisi. La fiducia nei consumatori e nella produzione si è leggermente risollevata in Italia, riflesso dell’incarico dato al nuovo governo di tecnocrati, guidato da Mario Monti (…).

I. Traynor, Italy at risk of insolvency, European finance ministers warned, The Guardian, 30 novembre 2011. “Mario Monti deve combattere l’evasione fiscale per evitare che altre economie dell’eurozona vengano danneggiate, dice il Rapporto. I Ministri delle Finanze sono stati messi in guardia, martedì sera, sul fatto che la crisi di liquidità dell’Italia potrebbe lasciare la terza economia della zona euro insolvente con effetti devastanti sul destino dell’Euro e sulle due grandi economie fulcro, Germania e Francia. I Ministri delle Finanze della zona euro si sono riuniti martedì a Bruxelles, per tentare ancora una volta di elaborare una strategia che permetta all’UE di uscire da una delle più gravi crisi della sua storia (…)”

A. Fontevecchia, Save the Eurozone! Restrucuture Italy, Get Germany to Pay, ECB to Backstop, Forbes, 29 novembre 2011. “Con la crisi del debito sovrano che si sta spargendo anche tra i membri chiave, come ha dimostrato la mancata asta di obbligazioni in Germania e la sua crisi del settore privato, vanno assolutamente fatti tre passi per salvare la Zona, come hanno spiegato l’economista Nouriel Roubini (NYU) e il Ministro degli Esteri polacco Sikorski. Primo in assoluto, il debito dell’Italia deve essere ristrutturato per evitare la bancarotta (…) Non ci sono più dubbi che la soluzione della crisi è nelle mani della Germania. La più grande e potente economia dell’eurozona, il Paese guidato da Angela Merkel è l’unico con un bilancio sufficientemente in attivo da spalleggiare la crisi (…)”.

N. Roubini, Time to act –Italy must restructure its debt, Financial Times, 29 novembre 2011. “E’ sempre più chiaro che il debito pubblico dell’Italia è insostenibile e necessita di una metodica ristrutturazione per scongiurare la bancarotta (…) Il Governo tecnico guidato da Mario Monti è più credibile di quello di Silvio Berlusconi, ma le difficoltà che deve affrontare non sono cambiate: il debito è insostenibile e la strategia studiata per combatterlo gli renderà le cose ancora più difficili. Ecco perché i Mercati si sono scrollati di dosso le notizie sul nuovo Governo ed hanno spinto gli spread alle stelle (…)”.

Euronews, Eurogroupe: l’incertitude, encore et toujours, 29 novembre 2011. “Mentre in Italia i tassi d’interesse sfiorano l’8%, i Ministri delle Finanze dell’eurozona cercano ancora di arginare il contagio. L’unica buona notizia è arrivata per la Grecia. Potrà mettersi in tasca gli 8 miliardi di aiuti dei quali ha crudelmente bisogno (…) La questione rimane su come dare al Fondo di salvataggio per la zona euro la possibilità di venire in aiuto di Paesi come Italia e la Spagna. Alla BCE potrebbe essere chiesto un contributo per mezzo del FMI. Una questione decisiva che dovrebbe essere definita al summit dei Capi di Stato e di Governo che si terrà tra dieci giorni”.

J. Thys, Les taux s’envolent en Italie, la zone euro sous pression, Le Parisien, 29 novembre 2011. “La crisi del Debito in zona euro non lascia tregua con i tassi d’interesse record pagati martedì dall’Italia accentuando la pressione sull’Unione monetaria che si riunisce martedì sera per mettere finalmente in piedi un parafuoco efficace nel fermare il contagio (…) in questo contesto, la Commissione Europea ha chiesto all’Italia di essere più rapida e andare oltre le riforme previste per riconquistare la fiducia degli investitori (…) Inoltre, secondo il quotidiano La Tribune, Standard & Poor’s potrebbe degradare la Francia. Se la nota della Francia dovesse essere abbassata, non solo la seconda economia della zona euro sarebbe resa più fragile, ma ne andrebbe di mezzo l’intero edificio anti-crisi dell’Unione monetaria. Tutta la costruzione attuale del Fondo di soccorso finanziario della zona euro dipende dalle triple ‘A’ di sei Paesi, tra i quali la Francia (…)”.

J. Frankel, Let European technocrats weave their magic,  Sidney Morning Herald, 29 novembre 2011. ”La Grecia e l’Italia, disperate dopo che i loro distorti sistemi politici le hanno lasciate impantanate nei debiti e in crisi, hanno scelto come guida dei loro Governi, economisti esperti – rispettivamente Lucas Papademos e Mario Monti – piuttosto che politici (…) La scelta di Roma e Atene, le culle della civiltà classica occidentale, è adeguata nel dare la leadership a questi due uomini eruditi e cortesi. Ma né Papademos, né Monti possono fare nessuna magia se non gli vengono dati anche strumenti politici affinché i loro obbiettivi vengano raggiunti”.

M. Schuman, Can the Super Marios save the euro?, Time, 29 novembre 2011. “Nelle ultime settimane, le speranze dell’eurozona sono state riposte nei due Mario – Mario Draghi, nuovo Presidente della BCE e Mario Monti, neo Primo Ministro italiano. Entrambi hanno conseguito i loro incarichi in posti chiave in un momento cruciale (…) La speranza nell’eurozona è che questi due uomini talentuosi possano usare i loro poteri per riguadagnare la fiducia degli investitori ed evitare che la crisi del Debito si insinui ulteriormente verso il cuore dell’Europa (…) I Mario, per quanto ‘super’ possano essere, non possono salvare l’Euro da soli. La crisi del Debito è un problema dell’eurozona e richiede una soluzione che viene dall’eurozona. Il problema è vedere se mai ne otterremo una (…)”.

AFP per Libération, Franc succès pour l’opéeration de rachat de la dette publique par les italiens, 28 novembre 2011. “La ‘giornata dei Buoni del Tesoro’, nel corso della quale gli italiani sono stati chiamati a ricomprare il debito del loro Paese, ha incontrato un franco successo, siglato da un sussulto di orgoglio nazionale volto a fronteggiare la pressione dei Mercati (…)”.

G. Durana, Crise de la Dette: l’Euro passera-t-il l’hiver?, Le Nouvel Observateur, 28 novembre 2011. “Un cambio dell’euro ai minimi storici, dei Paesi che non riescono ad accordarsi, la moneta unica sembra essere in un’impasse. Secondo Gabrielle Durana, professore associato di economia, il suo avvenire, da qui alla fine dell’anno, è incerto (…)”.

TF1 News, Crise de la Dette en Italie: l’avertissement de l’Elysée, 27 novembre 2011. “Se c’è un problema italiano, è il cuore della zona euro che viene attaccato, hanno affermato Domenica dall’Eliseo, assicurando che l’impegno di Nicolas Sarkozy e Angela Merkel, nel sostenere l’Italia, era molto forte. Frase volontariamente spaventosa o reale preoccupazione del Presidente francese? (…) L’Italia, grande malata europea, è l’ultimo baluardo per evitare l’esplosione dell’Unione monetaria (…)”.

R. Godin, O. Mirguet, Italie, Allemagne, France…l’improbable ménage à trois, La Tribune, 25 novembre 2011. “Mentre il summit di Strasburgo ha confermato le divergenze franco-tedesche, Roma, tornata al centro delle discussioni, ha il difficile compito di aprire la strada verso un compromesso (…)”.

S. Goulard, Crise: les citoyens Europeans sauveront l’euro, pas Merkel, Monti, Sarkozy, Le Nouvel Observateur, 25 novembre 2011. “Giovedì scorso, l’esito di un nuovo incontro, a Strasburgo, tra dirigenti europei, ha ancora dato bozze di soluzioni nebulose ed imprecise. Per l’euro-deputata Sylvie Goulard, solamente i cittadini europei e il Parlamento europeo permetteranno di intraprendere una vera uscita dalla crisi (…) In tutti i Paesi europei i cittadini sono pronti a fare sacrifici per evitare ai loro figli un declassamento definitivo. Ma la spartizione del fardello deve essere equa (…) Il tempo del Consiglio Europeo chiuso nella sua torre d’avorio è finito (…)”.

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