L’autumn statement, è una delle due comunicazioni fatte dal tesoro – l’altro riguarda il Bilancio – che durante l’anno vengono pubblicamente compiute per informare i cittadini della situazione economica. Il secondo autumn statement del Cancelliere George Osborne è stato molto doloroso per l’intera Inghilterra: ulteriori 310mila posti di lavoro del settore pubblico da tagliare – per un totale di 710mila – da qui al 2017; 15 miliardi di sterline in più di tagli fra il 2015 e il 2017, entrambe le misure saranno lasciate in eredità al prossimo Esecutivo, dato che le prossime elezioni si terranno nel 2015.

L’Office for Budget Responsability (OCR), il ‘cane da guardia’ del Tesoro, ha inoltre previsto che 210mila persone perderanno il posto di lavoro nel prossimo anno, facendo crescere la disoccupazione all’8,7% e che l’economia crescerà dello 0,7% nel 2012, contro la previsione di otto mesi fa che la dava crescente del 2,5%. Inoltre Osborne dovrà aumentare il debito pubblico al 78%, contro il 71% previsto lo scorso marzo, prendendo in prestito ulteriori 112 miliardi di sterline in più di quanto previsto.

Osborne si è presentato davanti alle telecamere escludendo che la responsabilità del disastro sia da attribuire all’attuale coalizione di governo. Con un indice ha puntato verso il passato laburista incapace di gestire la crisi, con l’altro a Bruxelles da dove la crisi dell’euro si inizia a sentire anche in casa della Regina. Il Cancelliere si è presentato appunto non come il responsabile della situazione, ma come l’uomo di governo capace di dare quella “leadership nei tempi duri” che serve al Paese per uscire dalla crisi, cercando di riordinare la situazione lasciata dal governo precedente. “Faremo tutto ciò che sarà in nostro potere per proteggere l’Inghilterra e per costruire le fondamenta del futuro”, ha annunciato Osborne. Intanto i sindacati del settore pubblico, lo scorso 30 novembre in sciopero nazionale, sono furiosi per i tagli e per gli stipendi bloccati fino al 2013, quando inizieranno a crescere al massimo dell’1%.

Le tensioni non sono, comprensibilmente, tra Governo e sindacati ma anche all’interno della stessa coalizione. Nella giostra dei numeri e dei provvedimenti, i Lib-Dem hanno provato a tinteggiare di giallo alcuni provvedimenti per la crescita come quelli che riguardano le infrastrutture e le iniziative per il lavoro giovanile. Quello che è certo è che vi sono state riunione di coalizione molto tese in quel di Downing street.

Ora, infatti, il piano di austerity programmato lo scorso anno sarà ancora più duro, ma il problema rimane la crescita ed è in questa direzione che anche l’Inghilterra, come d’altronde tutta l’Europa, deve guardare. La previsione rivista ci dice che Osborne e la coalizione impiegheranno due anni in più di quanto previsto (2017 invece che 2015) per debellare il debito strutturale. Questo prolungamento, come fa notare il Financial Times, cambierà anche lo scenario politico. Il progetto dei Tory e dei Lib-Dem era quello di varare un piano di austerity per poi arrivare alle soglie delle elezioni con un’economia in ripresa, dimostrando che la strategia aveva funzionato. Ora, invece, il futuro, anche politico, dell’Inghilterra sarà più incerto. Sicuramente, infatti, sentiremo parlare di questo autumn statement ancora per molto e c’è da scommettere che verrà tirato fuori dalla naftalina soprattutto nella prossima campagna elettorale.

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