Straordinario il successo ottenuto dalla mostra intitolata “Audrey a Roma. Esterno giorno”, allestita negli spazi dell’Ara Pacis dal 24 ottobre al 4 dicembre scorsi. Una rassegna dedicata per intero a Audrey Hepburn, una delle più amate dive del cinema mondiale, protagonista indimenticabile di Colazione da Tiffany (tratto dall’omonimo romanzo di Truman Capote), una di quelle pellicole che è impossibile dimenticare perché restano giovani e attuali a dispetto del passare degli anni (quest’anno ne è stato celebrato il cinquantenario).

Un’entusiastica commemorazione quella che la Capitale d’Italia ha voluto riconoscere alla celebre attrice inglese (anche se nata a Bruxelles nel 1929 e deceduta nel 1993 a Tolochenaz, Svizzera). Non per niente Colazione da Tiffany è stato proiettato in chiusura dell’ultima edizione della “Festa internazionale del film di Roma” nella versione appena restaurata (da poco uscita anche  nel mercato dei dvd e in versione blu-ray).

La mostra, si diceva. Un video esclusivo e una selezione di scatti inediti – provenienti dagli archivi di Reporters Associati, Photomasi, Istituto Luce e Kobal Collection – hanno svelato alcuni momenti della vita quotidiana della celebre attrice inglese a Roma. Le immagini sono state accompagnate da alcuni abiti e accessori indossati da Audrey nella vita di tutti i giorni. E ancora didascalie, testi e grafica. In mostra erano anche le immagini dall’archivio Unicef che documentano i viaggi di Audrey Hepburn tra i bambini più disagiati. L’artista vincitrice di un Oscar (Vacanze romane, 1953) è stata testimonial Unicef negli ultimi cinque anni della sua vita, viaggiando nei Paesi più poveri della terra: in Etiopia (marzo 1988), Sud Sudan (aprile 1989), Bangladesh (ottobre 1989), America Latina (ottobre 1989), Vietnam (ottobre 1990), Somalia (settembre 1992).

Il tributo alla grande star nella ‘sua’ Roma è stato voluto dal Club “Amici di Audrey” per raccogliere fondi proprio a favore di Unicef. L’integrazione nel prezzo del biglietto della mostra, infatti, è stata interamente devoluta al progetto di lotta alla malnutrizione infantile in Ciad. In più una pluralità di iniziative sviluppate nel corso del 2011 che si propone l’obiettivo di raccogliere una somma complessiva di 500mila euro.

Audrey Hepburn: ci si è abituati a dire – come sopra – la ‘sua Roma’, città nella quale ha dimorato per circa venticinque anni e in cui ha vissuto momenti cruciali della carriera artistica, da Vacanze romane a Guerra e pace a La storia di una monaca. Ma soprattutto nella Capitale ha trascorso molti anni di vita familiare, a stretto contatto  con i suoi abitanti.

Infine, da segnalare l’uscita nelle librerie, dallo scorso 25 ottobre, del volume Audrey a Roma (2011, Mondadori, pp. 191, € 24,90) a cura di Ludovica Damiani e Luca Dotti. Si tratta di un racconto fotografico che ripercorre la permanenza della Hepburn nella Capitale, non solo riferita ai film ma fino alla decisione, negli anni Settanta, di dedicarsi interamente al suo ruolo di moglie e mamma. Anche i proventi di quest’opera verranno del tutto devoluti ai molti progetti che la “Audrey Hepburn Children’s Fund” supporta.

© Rivoluzione Liberale

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