Al termine di tre ore di riunione, il Consiglio dei ministri ha reso noto il maxi-pacchetto di provvedimenti contenuto nella manovra finanziaria del Governo Monti. Un decreto legge correttivo (il Premier l’ha ribattezzato ‘manovra salva Italia’) dei conti pubblici da 30 miliardi di euro (al lordo), di cui 12-13 miliardi di riduzione delle spese e 17-18 miliardi di entrate.

Al centro dei provvedimenti, la previdenza. Estensione del metodo contributivo a tutti i lavoratori. Addio alle ‘finestre mobili’, le donne andranno in pensione di vecchiaia nel 2018 a 66 anni (65 oltre i 12 mesi di finestra, che saranno assorbiti). Per quanto riguarda le pensioni anticipate, stop ai 40 anni di contribuzione per l’uscita: via alla pensione di anzianità a qualsiasi età a 42 anni + 1 mese di contributi per gli uomini e 41 anni + 1 mese per le donne. La fascia di flessibilità per l’età pensionabile delle donne sarà tra i 63 e i 70 anni, con un sistema di incentivi e disincentivi. Quanto invece agli uomini, l’età di 66 anni per la pensione di vecchiaia è prevista a partire da subito. Per chi va in pensione anticipata prima dei 63 anni di età dal 2012 avrà una penalizzazione sulla quota liquidata con il retributivo del 3% per ogni anno di anticipo nell’accesso al pensionamento. Vantaggi per chi esce più tardi dal lavoro rispetto a chi sceglie di anticipare. Sacrifici per l’indicizzazione dell’inflazione a partire dal 2012; salve le pensioni minime (pari a 467,53 euro). Grazie al prelievo sui capitali scudati sarà messa al riparo anche la rivalutazione delle pensioni pari al doppio del minimo. Inpdap ed Enpals sono soppressi dalla data di entrata in vigore del decreto e le relative funzioni sono attribuite all’Inps, o ‘SuperInps’ come è stato più volte chiamato. Contributo di solidarietà per le pensioni più ricche.

Parlando dell’abbattimento dei costi della politica, Monti ha annunciato che rinuncerà allo stipendio da Presidente del Consiglio e da ministro dell’Economia. Trasparenza anche sulle dichiarazioni patrimoniali dei membri del Governo. Il testo del decreto prevede inoltre l’abolizione delle giunte provinciali e una drastica riduzione del numero dei consiglieri. Riduzione inoltre dei componenti delle varie Authority. E’ prevista inoltre la soppressione dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, dell’agenzia per il terzo settore, dell’agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione, dell’ente nazionale per il microcredito e dell’autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.

Introduzione di una tassa all’1,5% per i capitali fatti rientrare in Italia con lo scudo fiscale.

Tramonta la ventilata ipotesi di aumento dell’Irpef, le aliquote restano le stesse. Una rinuncia compensata con un leggero aumento dell’addizionale Irpef (e conseguente minore trasferimento di risorse alle Regioni) dallo 0,9% all’1,23%.

Introduzione dell’Imu (imposta municipale) in luogo dell’Ici: si pagherà anche per la prima casa con un’aliquota dello 0,4%, con una detrazione di 200 euro, rispetto allo 0,76% dell’aliquota ordinaria per la seconda casa. Si prevede inoltre una rivalutazione degli estimi catastali del 60%.

L’Iva aumenta del 2% e passerà dal 21 al 23% a partire dal secondo semestre del 2012, a copertura della ‘clausola di salvaguardia’ e da attuare solo nel caso in cui sia necessario. Le somme recuperate andranno a favore delle famiglie e delle donne.

Si abbassa la soglia di tracciabilità e arriva a 1000 euro. Al di sopra di questa cifra non saranno più possibili operazioni in contante. Tasse di lusso su elicotteri e aerei privati ma anche per i veicoli di potenza superiore ai 170 kW (addizionale erariale pari a 20 euro per ogni kW superiore a 170) e per i posti barca.

Per le liberalizzazioni via alla vendita dei farmaci di fascia C, che così potranno essere venduti anche nelle parafarmacie.

Inserito in manovra anche un potenziamento del fondo di Garanzia con almeno 20 miliardi di credito a disposizione delle piccole e medie imprese, ma anche la ricostituzione dell’Istituto per il commercio estero e la creazione di un’autorità nei trasporti per accompagnare il processo di liberalizzazioni. Sgravi alle imprese: Irap più bassa per chi assume donne e giovani.

Aumento delle accise sui carburanti a partire dal primo gennaio 2012: gli introiti previsti potrebbero essere reinvestiti nel trasporto locale.

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