Qualcuno, sia in Italia sia fuori, asserisce che la popolarità del Presidente del Consiglio Mario Monti stia già scemando. Lo si può sentir dire anche al bar o chiacchierando in famiglia, della serie ‘piove governo ladro’. Tuttavia la cosa, anziché sorprendere e far preoccupare, dovrebbe essere considerata logica e, seppur in modo in apparenza paradossale, positiva.

Non sarebbe normale, infatti, che un Governo che agisce costretto a prendere misure drastiche come quelle decise dal nuovo Gabinetto, raccogliesse il consenso dei cittadini, una gran parte dei quali già soffriva le ripercussioni di una grave crisi finanziaria e di certo non sentiva bisogno di aggravi. Ve l’immaginate disoccupati, lavoratori, contribuenti e via dicendo che reagiscono come monaci tibetani, per esempio a una svantaggiosa riforma delle pensioni o alla reintroduzione dell’Ici?

La risposta è che non ci sarebbe di che meravigliarsi neppure se, a breve, qualcuno affermasse che nei rimpianti della popolazione vi sia la vecchia ‘conduzione Berlusconi’. Logico pure questo: quell’Esecutivo non faceva e quindi non ‘rompeva’. Era paralizzato e inconcludente, più attento a un populistico sistema di non ‘aggressione’ fiscale nei confronti dei futuri elettori e invischiato in beghe di vario genere che non lasciavano spazi temporali che gli permettessero di dedicarsi alle faccende serie e urgentissime. Come quelle, appunto, di riconsegnare credibilità internazionale all’Italia, salvarla dal cosiddetto default e in questo modo non renderla anche causa di disastrose conseguenze nell’ambito dell’Unione europea.

E’ invece ciò che sta tentando di fare Monti con le sue, appunto, impopolari misure, che – ad un esame attento ed esente da reazioni di pancia – per lo più appaiono inevitabili dopo anni di laissez-faire di stampo liberistico-opportunista, non certo liberalista. In tal senso il vantaggio del nuovo premier italiano è che egli può permettersi di andare incontro alla ‘folla inferocita’ perché di essa non deve compiacere alcuna parte. E’ l’arma del tecnico, il quale non che debba essere esente da inclinazioni ideologiche, ma non deve permettere che queste prevalgano sugli obiettivi fissati e i risultati promessi. Pur nel rispetto dei meccanismi politici, in particolare di quelli parlamentari, per l’ex Commissario europeo i cittadini sono tutti uguali e quasi di certo non rappresentano suoi potenziali seguaci in vista delle future elezioni politiche.

E’ quindi auspicabile che gli italiani per il momento abbiano di che lamentarsi per poi, si spera, nell’arco di qualche anno tirare il fiato. Fino a poche settimane fa la prospettiva era quella che il nostro Paese continuasse ad essere lo zimbello dell’Occidente e precipitasse in un pozzo senza fondo. Che Mario Monti – con l’ormai nota pacatezza e spiegando di volta in volta e una per una le necessarie espiazioni -vada quindi avanti su questa strada. Non per nulla, nel suo recente intervento in una nota ‘piazza televisiva’ ha voluto precisare che si trovava davanti a quelle telecamere non certo per compiacere il conduttore ma per chiarire ai cittadini i motivi delle misure contenute nella manovra del suo governo.

Ci sembra che l’uomo Monti abbia la stoffa per non spaventarsi e arrendersi.

© Rivoluzione Liberale

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1 COMMENTO

  1. Temo non finirà cosi ma piuttosto siamo riarrivati dove Tremonti pochi anni fa e cioè che non ci saranno neppure i soldi per pagare le pensioni e gli stipendi.
    Sulla denuncia dell’Ad ENEL sui 140 miliardi di Euro nessun fiato. E’ solo un tirare a campare per non dover tirare le quoia subito.
    Vi ricordate cosa fece il Re d’Italia nel 1943? Confiscò i beni dei partiti, sidacati ed altro.
    Si deve procedere alla confisca di tutto quanto rubato dai soggetti istituzionali, politici e amministrativi altrimenti questa giostra non finirà più.

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