Da mercoledì 7 dicembre è ufficiale: François Bayrou sarà uno dei candidati alle elezioni presidenziali francesi del 2012, accanto a Nicolas Sarkozy, François Hollande, Jean-Marie Le Pen, Eva Joly e molti altri piccoli pretendenti, ancora alla ricerca di una propria identità.

Dopo aver raccolto il 6,84% delle preferenze nel 2002, posizionandosi appena fuori dal podio, ed aver ottenuto il 18,5% nel 2007, giunto per una manciata di voti dietro a Ségolène Royal, in modo inaspettato sconfitta da Nicolas Sarkozy, il leader del MoDem punta dritto al secondo turno, sperando di convincere, nei cinque mesi che lo separano dalla prima tornata elettorale, i delusi di destra e di sinistra, con l’obiettivo di formare un gran partito di centro, repubblicano e liberale. Ce ne ha parlato su Libération di giovedì Christophe Forcari nel suo Bayrou, una terza volta.

“Sullo sfondo una semplice scritta «François Bayrou 2012», per annunciare ufficialmente la sua candidatura, senza enfasi e senza frasi magniloquenti. Per l’occasione François Bayrou ha preferito la maison de la Chimie, a Parigi, all’hotel Lutetia, giudicato un po’ troppo chiassoso. «Mi presento al vostro cospetto come uomo libero e con un progetto e una volontà favorevole al nostro popolo e per il nostro paese», ha dichiarato ai 140 giornalisti presenti e provenienti da tutti gli angoli del mondo.

Avviando quello che è a tutti gli effetti il suo terzo tentativo di diventare presidente della Repubblica, con la speranza che sia la volta buona, ha affermato che non farà promesse demagogiche prima delle elezioni, per poi rimangiarsi tutto una volta giunto all’Eliseo, ricordando che, già nel 2007, era stato il primo a utilizzare questo linguaggio della verità, concernente lo stato dei conti pubblici e l’ampiezza della crisi. «Si tratta, in questa elezione, di non ricominciare con lo stesso accecamento, le stesse velleità e le stesse promesse che non saranno mai rispettate», ha continuato il leader del MoDem, alludendo in maniera implicita all’attuale capo dello Stato Nicolas Sarkozy e alle esternazioni populistiche di François Hollande”.

La guerra è dichiarata. La verità e la franchezza contro la demagogia e le frasi ad effetto. Bayrou contro Sarkozy-Hollande. L’ex-presidente dell’Union pour la démocratie française è convinto, e ne ha ben donde, di poter sparigliare la concorrenza, sottolineando a più riprese l’importanza di temi caldi come la produzione e la tutela del made in France, per riassestare l’economia dell’Esagono, e l’educazione nazionale.

Carol Reed nel 1949 realizzava uno dei più grandi capolavori del filone noir con Orson Welles, Joseph Cotten e la nostra Alida Valli: The Third man. Lì era una Vienna, decadente e stremata dalla guerra sul viale del tramonto, qui è una Parigi vivida e decisa a voltar pagina, dopo anni di promesse mai del tutto mantenute, ma è ancora un Terzo uomo a poter essere al centro della storia. Sarà François Bayrou?

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