L’insonnia delle stelle, di Marc Dugain (2011; Tropea; pp. 174; € 14,90) – L’inserto Tuttolibri della Stampa ci parla di questo recente romanzo. “Dopo essersi immerso nella tragica quotidianità delle gueules cassées, i soldati che sono tornati dalla Prima guerra mondiale col volto sfigurato (La stanza degli ufficiali), avere sondato il mistero di John Edgar Hoover, lo storico capo dell’Fbi (La maledizione di Edgar) e letto la Russia del Novecento attraverso la lente del naufragio del sommergibile Kursk (Un’esecuzione ordinaria), l’autore si è lasciato attrarre, come tanti altri romanzieri francesi dei nostri giorni, dagli abissi d’orrore del nazismo. L’insonnia delle stelle – titolo tanto bello ed enigmatico quanto poco calzante – si svolge infatti in una cittadina tedesca alla vigilia della capitolazione della Germania”.

Aloma, di Mercè Rodoreda (2011; La Nuova Frontiera; pp. 150; € 15,00) – “Se ancora non conoscete i romanzi di Mercè Rodoreda potreste incominciare innanzitutto fiutandone gli odori. Scoprendo le strade segrete di una Barcellona fuori dal tempo che splende di fiori e sa di terra e di erba”. E’ la recensione della rivista Marie Claire. “Come in Aloma, storia di un amore che incomincia a vent’anni, si infrange sugli scogli dell’inadeguatezza, dell’illusione, dell’indolenza degli uomini, ma che respira inebrianti profumi di giardini. Una vicenda di dolcezza, di asprezza e di forza, scritta da quella che molti considerano la Virginia Woolf catalana. Pubblicato la prima volta nel 1938 e poi rivisitato interamente trent’anni più tardi, esce ora da La Nuova Frontiera, che della Rodoreda aveva già riproposto i due libri più noti, Via delle camelie e La piazza del diamante, il capolavoro assoluto, salutato da Gabriel García Márquez come «il romanzo più bello pubblicato in Spagna dopo la guerra civile», ma che nelle precedenti edizioni di Mondadori e Bollati Boringhieri non era bastato a imporla in Italia”.

La prima sorsata di birra e altri piaceri della vita, di Philippe Delerm (2011; Sperling & Kupfer; pp. 121; € 08,50) – Di questo volume scrive il sito internet Alk Libri. “(…) Le piccole sensazioni di ogni giorno, i piccoli cerimoniali e riti della nostra vita, a cui non badiamo molto, forse perché risultano scontati, piaceri così intimi e personali da non saperli descrivere a qualcuno, che ci lasciano la convinzione che queste siano percezioni uniche, solo nostre. Philippe Delerm dà voce a queste sensazioni, che sono poi i piccoli grandi piaceri della vita, (…) La prima sorsata di birra è l’unica cosa che conta, la più importante, come se il resto del bicchiere e il liquido ancora fresco perdesse di colpo ogni interesse, perché ormai la sete è placata. Magari, si chiede Delerm, vi sarà capitato di provare il piacere della sorpresa che stravolge la vostra giornata già scontata, ricevendo l’invito a cena dell’ultimo minuto (…)”.

Il padre americano, di Rocco Carbone (2011; Cavallo di Ferro; pp. 251; € 18,00) – “Avanti e indietro nel tempo per ritrovare se stessi – scrive l’Ansa. Carbone “(…) compie un viaggio fisico e mentale in cui la morte e la spinta alla vita sono grandi protagoniste (…)” Questo è un “romanzo postumo che esce a tre anni dalla sua morte, a 46 anni, nel luglio del 2008 per un incidente stradale. «I libri di Rocco Carbone sono parabole morali, apologhi asciutti e misteriosi, tesi come ponti di pietra tra Moravia e la metafisica» come dice Marco Lodoli. (…) Il libro, che in fondo è la storia dell’amore di un padre per il figlio e della speranza che i ricordi non svaniscano nel tempo, è accompagnato da un ricordo di Romana Petri che, per salutarlo «oggi che non c’è più», lo fa con un racconto uscito nel 2008 su ‘Nuovi Argomenti’, scritto pochi mesi dopo la sua scomparsa”.

La principessa Alanna, di Tamora Pierce (2011; Fanucci; pp. 224; € 14,00) – “La principessa Alanna (…) è il romanzo d’esordio di un’autrice che, nel corso degli anni e grazie ai molti libri che seguirono, spesso incentrati sulle avventure di giovani eroine, sarebbe diventata una delle grandi scrittrici americane di narrativa fantastica per ragazzi e adolescenti”. Ce lo riferisce Books Blog. “(…) Romanzo d’avventura e di formazione (…) L’epica storia (che si sviluppa nei quattro volumi di The Song of the Lioness) (…) è molto bella. E anche se il plot non è originalissimo, lo sviluppo è in grado di soddisfare l’eterno bi-sogno guerriero e di indipendenza che alberga nell’animo delle ragazze di ogni latitudine”.

Non saremo confusi per sempre, di Marco Mancassola (2011; Einaudi; pp. 140; € 16,00) – Il sito Libri consigliati recensisce questo romanzo di Cassola. “(…) Il rilievo dato ai corpi come oggetti delle più disparate attenzioni e passioni; il ruolo determinante dei mass media nel mostrare la realtà obiettiva dei fatti insinuando, però, una lettura degli stessi che è rimasta indelebile nella memoria. E soprattutto la sorprendente capacità che Marco Mancassola ha dimostrato ancora una volta di avere non solo nel ripercorrere gli eventi al centro delle storie – tragedie personali divenute una sorta di patrimonio collettivo nazionale – ma anche nel dare alle vittime un’identità altra, al di là del loro truce destino, e una possibilità di salvezza. Realtà e finzione, cronaca puntuale e commovente fantasia: un incastro perfetto tra due opposti che, attraverso la letteratura, conferiscono agli eventi un nuovo
significato”.

Tutta la vita, di Romana Petri (2011; Longanesi; pp. 425; € 18,60) – “Dodicesimo libro di Romana Petri (…)”, dice Il Messaggero – storia di un amore felice – evento raro in letteratura – protagonisti Alcina, donna tenace che riesce a
traghettare sua figlia verso la felicità (di «personaggio indimenticabile» parla Dacia Maraini), e Spaltero, l’uomo che la ama fin da bambino. Due figure già incontrate in Alle case venie (Marsilio), opera con la quale la Petri fu finalista al Premio Strega 1998 (…) E’ già destinato alla pubblicazione in Spagna”.

Stazioni intermedie, di Vladimir Vertlib (2011; Giuntina; pp. 288; € 15,00) – E’ il quotidiano Il Foglio a parlare di questo libro. “Impossibile misurare quanto vi sia di romanzesco e quanto di biografico in Stazioni intermedie (…). Il libro nasce dalla verità mandata in orbita dalla scrittura di un autore ebreo naturalizzato in Austria e di origine russa (…) Romanzo universale sui migranti; su un bambino che non vede perché deve continuamente andarsene, ma sa vedere che questo gli viene continuamente nascosto; su genitori fatalmente inadeguati a reggere l’urto di questa vita; su una famiglia che lascia l’Urss per vivere in Israele e non essere più discriminata, all’inizio degli anni Settanta, quando il comunismo sovietico sembrava dato biologico del pianeta (…)”.

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI