“Mi piacciono gli inglesi. Adoro un popolo che non si scompone mai e quando lo fa è capace di tutto. Ammiro personaggi come Churchill e James Bond, Mister Bean e Mike Jagger. Mi piace anche la cucina inglese, quel tripudio di colesterolo racchiuso in una sana prima colazione, quanto di più massiccio e grasso si possa abbinare. Poi adoro il Christmas Pudding, il fish and chips e su tutto in assoluto il liquore Pim’s. Detto questo, ammiro molto il loro orgoglio isolano: dall’alto delle loro antiche mura grondanti del sangue di chi nei secoli ha osato sfidarli, loro, in nome di Dio e della Regina, hanno detto no all’Europa. Hanno ben valutato gli effetti disastrosi del trattato di Shengen e hanno detto no, anzi Nou.

Cameron è tornato in Patria come Sir Francis Drake dopo la sconfitta dell’Armada spagnola. Ha voltato le spalle ai capricci di Sarkò e alle giacche di Angela; loro comunque sono una nazione forte, ha detto, se vi serve aiuto noi accorriamo: il nostro esercito è pronto. Però, questo il significato, noi siamo noi. La Manica è lunga e pericolosa.

Ebbene, io sono d’accordo. Personalmente, ho sempre reputato l’Europa una clamorosa perdita di tempo, la brutta copia degli Stati Uniti: una massa di gente che sta lì a dirci quanto latte produrre, quante arance buttare, quanta monnezza avere nelle strade. Trovo irritante che qualche burocrate belga s’impicci della mozzarella di bufala o che un paio di francesi astemi ci dicano se il parmigiano è reggiano o padano. Trovo ancora più irritante pensare a quei perditempo dei nostri eurodeputati che stanno lì a far cosa? Senza nemmeno saper parlare una lingua straniera, che si esprimono a gesti, in un inglese da Totò.

Insomma io sono con Cameron. L’euro è stato un grandioso fallimento del quale pagheremo le conseguenze per secoli. Meglio ognuno per sé e Dio per tutti. E trovo ancora più buffe e risibili le profezie disastrose di gente che in questi anni non ha saputo nemmeno prevedere il verde dopo il rosso al semaforo: i cosiddetti analisti, quelli che di analisi hanno fatto per bene solo quelle del sangue. E quindi bravo Cameron! Dietro di lui aleggiava il fantasma di Margaret, sarebbe stata orgogliosa di lui.

Dio è con Enrico, l’Inghilterra e San Giorgio!”

© Rivoluzione Liberale

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1 COMMENTO

  1. Questa volta mi trovo completamente d’accordo con Elvira Marasco, l’Italia dovrebbe uscire dall’Europa; l’Europa del disastroso accordo di scenghen; secondo me tale accordo andrebbe abolito, e le importazioni andrebbero mediamente tassate, mentre le esportazioni andrebbero rigorosamente detassate; sarebbe necessario tornare ad una qualche forma di moneta nazionale, si chiami euro, od in altro modo; c’è secondo me stato un errore di fondo nel creare l’Europa economica, nel senso che prima andava creata l’Europa ” politica e militare, e l’aspetto economico avrebbe dovuto emercere, eventualmente solo in un secondo tempo; prima gli Stati Uniti d’Europa, e poi l’Europa monetaria;” ma è stato deciso di fare diversamente, e questo ha portato all’emergenza immigrazione, dovuta al trattato di Scenghen, che prevede libertà assoluta di immigrazione in Europa, ed alla perdita della sovranità economica da parte degli stati nazionali.
    Non meno negativo il fatto che la legislazione europea si stà purtroppo lentamente spostando verso l’applicazione dell’eutanasia di massa, ” con tutti i disastrosi effetti che ciò stà avendo per i diritti civili dei diversamente abili e dei malati gravi, che hanno tutto il diritto a vivere ed a essere curati ed assistiti”, non soppressi per mancanza di fondi, si, perchè è solo questo il problema di fondo, le categorie aggiuntive, sono un costo, e magari, i soldi destinati per anziani e diversamente abili, si preferisce destinarli ad un’immigrazione di massa, spesse volte clandestina, resa possibile dagli accordi di Scenghen, accordi, lo ribadisco, profondamente ingiusti.
    Bene ha fatto quindi Cameron, a restare fuori dagli accordi dell’Europei in materia economica; dalla Gran Bretagna, avremo, anzi, abbiamo, molto da imparare, diverso è il discorso di un’Europa unita sotto l’aspetto politico e militare, ideale prioritario, secondo il mio modesto punto di vista di tutti i liberali, e quindi, anche del PLI; un si convinto va detto alla distensione internazionale, ed alla collaborazione tra i popoli, in un’ottica però di sovranità economica e di sicurezza del volo aereo, affinchè non si ripetano più casi, purtroppo molto noti come quello del DC 9 dell’Alitalia, nel quale perirono 81 persone, e sul cui caso fa fatta urgentemente chiarezza.
    Saluti.
    Luigi Gani.

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