Berlusconi continua a snobbare quella parte di italiani che comprende il ceto-medio e scende verso il basso dei canoni di benessere minimo. E persevera nel parlare di cittadini benestanti quando addirittura ricchi. Nessuna distinzione. Per il Cavaliere milionario la popolazione è come un quadro monocolore, senza sfumature. Una vernice a tinta unita realizzata con l’impasto di indiavolato carrierismo, insaziabile fame di denaro e del lusso che ne deriva, frequentazione di belle donne ed escort al botox (a volte minorenni), lussureggianti ville sparse per il globo, yacht/panfili attraccati nei porti più esclusivi dell’universo marinaresco. Buon per lui si potrebbe anche dire, ma si scordi che qualcuno non s’accorga che egli fa solo finta di credere che questo ‘paese dei balocchi’ corrisponda alla realtà.

Sono oltre trent’anni che attraverso le sue televisioni mister B. vende alla gente un macrocosmo illusorio. Avete presente i servizi/sondaggio televisivi proposti da Rete 4 e Italia 1, soprattutto? Interviste a matrone impellicciate e a grimpeur dal colletto bianco e l’abbronzatura del solarium, realizzate – le interviste – nella sfarzosa via Monte Napoleone di Milano o nell’affascinate via Condotti di Roma. “Felicissima sera a tutte ‘sti signure ‘ncravattate e a chesta cummitiva accussi allera d’uommene scicche e femmene pittate“, cantava Mario Merola in una canzone d’altri tempi.

Nei suoi tg confezionati su misura, mai un’inchiesta realizzata nei maleodoranti tunnel e sottopassi delle metropolitane dove, per lo più, si incontra quell’umanità fatta di persone che non possono più permettersi di spostarsi in macchina, cassintegrati, precari, licenziati che corrono in cerca di un nuovo impiego, che chiedono l’elemosina o frugano in quegli stessi cassonetti nei quali, fino a pochi anni fa, gettavano la spazzatura.

Ancora oggi l’ex premier italiano sminuisce una situazione drammatica che a milioni di cittadini sta togliendo il sonno. Mentre lui, armato della consueta spocchia, persevera nell’andarsene ‘per microfoni’ a diffondere la sua bislacca quanto irriverente visione del mondo. Va avanti nella diffusione di messaggi rassicuranti – prodromi di quell’ottimismo populista al quale siamo abituati. Una delle ultime uscite di questo stampo si è verificata al termine del summit del PPE (Partito popolare europeo) a Marsiglia, la settimana scorsa. In quell’occasione Silvio (come lo chiamano i suoi giornali) ha ritenuto opportuno parlare di un Paese sì “indebitato” ma con “dei cittadini invece benestanti (…) quindi non dobbiamo essere preoccupati”. Nessun accenno a una Finanziaria che farà male a molti ma che in pochi ancora capiscono quanto sia indispensabile (seppure con qualche necessario ritocco), né tantomeno un elogio o incoraggiamento nei confronti del nuovo Governo, chiamato a svolgere il duro compito da cui svicolava proprio l’ultimo Esecutivo targato ‘Berlusca’. Un uomo che oggi, piuttosto, sorride finto e fa brillare il suo dente avvelenato, sfoggia la solita posa di superiorità e la convinzione di poter tornare in sella.

Sin dal giorno della fiducia, ricatti al Governo-Monti con la minaccia di far venire a mancare l’appoggio. ‘Paletti’ piantati ovunque: non si parli di riforma elettorale, di conflitto di interessi, di frequenze televisive e così via, altrimenti addio maggioranza. E’ auspicabile che quella fetta di elettori che ancora gli credeva non si faccia abbindolare più.

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