La settimana ha avuto un prologo nella maratona notturna di undici ore del Consiglio europeo e della Commissione europea a Bruxelles che si è concluso all’alba del 9 dicembre. Gli Stati dell’Eurozona, Italia compresa, hanno aderito ad una serie di proposte con la successiva adesione di altri Stati europei fino a 26, con il probabile seguente ingresso di Ungheria e Svezia, che decideranno dopo il voto dei loro Parlamenti. Unica contraria la Gran Bretagna, con successive discussioni nel Governo e richiesta di un referendum.

In estrema sintesi, l’intesa riguarda anche l’inserimento della regola costituzionale del pareggio di bilancio con un massimo di deficit pari allo 0,5% del proprio Pil, pena sanzioni automatiche proposte dalla Commissione europea, con il potere della Commissione stessa di monitorare i bilanci dei paesi Ue e il potere di obbligo di modifiche. Una maggioranza qualificata dell’ 85% e non l’unanimità sovrintenderà al Fondo di stabilità che partirà il primo luglio 2012. Inoltre, l’Fmi riceverà a brevissimo termine la conferma di finanziamento di altri 200 miliardi di Euro da parte dei 26 Stati, mentre per gli Eurobond – voluti dall’Italia, ma una delle cause di grave litigio fra Germania e Francia – se ne riparlerà a marzo 2012 e dovrebbero chiamarsi ‘stability bond’. Si è chiesto anche alla Gran Bretagna di venire a discuterne, malgrado la posizione di chiusura  presa al Consiglio europeo. Tutti problemi che riguardano il decreto salva-Italia molto da vicino.

Quanto sopra è la premessa per la settimana italiana che è iniziata  domenica 11 con il colloquio informale fra il Senatore Monti e le maggiori organizzazioni sindacali. La posizione del Governo è rimasta ferma, salvo eventuali piccole modifiche a saldi invariati. Vi è stata una dichiarazione congiunta dei Presidenti di Senato e Camera per il rapido adeguamento (al ribasso) degli stipendi dei parlamentari, alla media di quelli europei. Il Senato ha approvato la norma per le assenze in Aula e Commissioni, togliendo i gettoni di presenza agli assenti. Il Governo interverrà per decreto se, entro il 31 dicembre non saranno prese decisioni consapevoli e definitive. Ma il problema che è emerso nella sua interezza è anche la situazione dei mega stipendi di una P.A. inefficiente e costosissima. Le liberalizzazioni e la vendita di beni pubblici per abbassare il debito pregresso sono rinviate al 2012 e così l’abolizione delle Province nel 2013. Si delinea un programma a medio termine molto preciso.

Lunedì 12 dicembre è iniziato in Senato l’esame delle Commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio per l’esame e introduzione del ddl  del principio il pareggio di bilancio nella Costituzione, già approvato dalla Camera.

Martedì 13 il Senatore Monti è stato presente ai lavori delle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera impegnate nell’esame della manovra o conversione del decreto legge recante le disposizioni su crescita, equità e consolidamento dei conti pubblici e ha dichiarato che non ci sarebbe stato bisogno dei “professori” se il Parlamento non fosse stato paralizzato.

In Senato, discussione sulla mozione in materia di riforme istituzionali sul  pareggio di Bilancio della Corte Costituzionale. La Commissione lavori pubblici del Senato ha ascoltato il Ministro dello Sviluppo e alla Commissione infortuni sul lavoro, audizione del Ministro del Lavoro.

In Aula della Camera il 14 dicembre: modifiche al decreto, con le ultime varianti su Ici, imposta sugli estratti conto di 34,2 euro per i c/c sopra i 5000 euro, con un ritorno delle liberalizzazioni al 2012, eccetto taxi ma non le farmacie, modifiche alle pensioni d’oro con un prelievo di solidarietà del 25% e salvaguardia di quelle fino a 1400 euro dai riflessi dell’inflazione.

Al Senato informativa del Presidente del Consiglio sugli esiti del Consiglio europeo dell’8-9 dicembre e nel pomeriggio l’Aula ha approvato con 255 voti a favore, nessuno contrario e 14 astenuti, in seconda lettura e senza modifiche il ddl costituzionale sull’introduzione del principio di Bilancio nella Carta costituzionale. Finalmente con il nuovo Ministro della Giustizia, si riutilizza il reato di apologia di reato per combattere il nazifascismo risorgente e mai domo dopo i fatti di Firenze e Roma. Era ora.

La seduta della Camera si è prolungata per le discussioni su emendamenti e opposizioni strumentali, comprese le sceneggiate, dopo quelle avvenute al Senato e con l’espulsione di due deputati leghisti per inutili ingiurie, fino alle ore 5,20 del 15 dicembre ed è stata annunciata dal Governo la richiesta del voto di fiducia.

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI