‘Gli amici della domenica’ potranno anche restare amici, ma smetteranno di essere il solito, immutabile circolo di stesse persone – beneficiarie di una sorta di vitalizio – che ogni anno e da anni, decideva le sorti del Premio Strega, ‘trofeo’ letterario italiano più ambito e discusso perché, in teoria, molto importante. In quanto garantisce – almeno ai cinque finalisti – una visibilità che poi in libreria non manca di produrre benefici in termini di vendite. Spesso a prescindere dalla qualità del libro, anche fosse lo stesso vincitore (che inoltre porta a casa un assegno di 5mila euro). Una sorta di Festival della canzone di Sanremo, dove spesso i ‘pezzi’ più brutti raccolgono gli onori mentre i più belli vengono fatti fuori alla prima eliminatoria.

Come ci si augurava da tempo – in particolare le polemiche erano schizzate alle stelle a seguito dell’edizione di quest’anno (vinta da Edoardo Nesi con il discreto romanzo Storia della mia gente, Bompiani) – lo statuto del Premio cambierà. Non al punto da provocare uno stravolgimento della tradizione, ma gli aggiustamenti che sono stati annunciati dovrebbero grattar via la ruggine stratificatasi nel tempo e conferire un  pizzico di brillantezza.

In sostanza, a partire dall’edizione 2012 il Comitato del Premio aggiornerà di anno in anno la lista dei quattrocento votanti – che magari non hanno più nemmeno voglia di leggere le cartine dei Baci Perugina – i quali fanno parte del gruppo storico della giuria, verificandone la partecipazione attiva al Premio stesso e alla vita culturale del Paese. Inoltre, come detto, revocherà il carattere vitalizio del voto dei ‘baldanzosi’ Amici della domenica fra i quali per la votazione non presenzieranno più coloro che in precedenza abbiano fatto parte della ‘cinquina’ dei finalisti. In parole povere è stato architettato qualche escamotage per porre degli argini a tutti quei giochetti che coinvolgono le case editrici e – perché no – spesso e volentieri umane simpatie e antipatie personali fra scrittori.

Brillantezza – si diceva – e svecchiamento al passo coi tempi (fino all’anno scorso l’età media dei 400 giurati era pari a 67,3 anni).  Lo Strega si aprirà sempre più alla comunità dei lettori e ai giovani, con aumento della presenza femminile. Dopo i buoni risultati dei primi due anni di sperimentazione sarà incrementato (da trenta a sessanta elementi) l’apporto alla giuria costituito dai lettori ‘forti’ (ricettori di oltre dieci volumi all’anno) selezionati dalle librerie indipendenti italiane. I votanti così individuati continueranno a ruotare di anno in anno. Il presidente del Comitato direttivo Tullio De Mauro (affiancato da Alessandro Barbero, Giuseppe D’Avino, Giuseppe De Rita, Valeria Della Valle, Fabiano Fabiani, Alberto Foschini, Dino Gasperini, Melania Mazzucco e Ugo Riccarelli) ha ricordato come “le scelte compiute dai librai potranno consentire di aggregare agli ‘Amici della domenica’ un campione ancora più rappresentativo dell’Italia che legge”.

Sempre De Mauro ha annunciato che è allo studio “il progetto di ampliare su base nazionale la giuria degli studenti (comprendente fin qui gli allievi delle scuole secondarie superiori di Roma e del Lazio, ndr) che contribuisce con un voto collettivo all’elezione del vincitore del Premio Strega. Il riconoscimento attribuito dai giovani lettori costituirebbe un premio distinto da quello assegnato dallo Strega istituzionale”. L’augurio, insomma, è che l’anno prossimo si riesca ad avere la sensazione che chi giudica abbia almeno letto i libri dell’ultima selezione.

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