“Alla fine di quest’anno mi rendo conto di esser parte della storia. Non avevo mai considerato davvero come i fatti accaduti vengano riportati nei libri e fatti studiare ai ragazzi. Allora io potrò dire: io c’ero! E lo dirò con l’amaro in bocca!

Io ho vissuto l’anno più surreale da quando hanno crocifisso quel povero ragazzo. Un anno dove alcuni giornalisti hanno scritto insulti e atrocità – ben oltre la pur vera ed evidente cronaca – sul presidente del Consiglio, lamentandosi però di vivere in un Paese dove non c’è la libertà di stampa. Ecco io li avrei spediti a Riad, a far provare loro cosa significa davvero; un anno che ci ha abituati agli sbarchi degli immigrati, alla morte di molti di loro, episodi trattati con indifferenza, ma in fondo, che ci sono venuti a fare? Potevano morire di fame al paese loro.

Un anno dove la perdita più grande è stata la morte della politica, quella vera. Dove ha regnato l’insulto, il voltagabbana, il serpente, quello che dice e ritratta, ma che si arroga l’immunità celeste e in virtù di questa rimane saldamente attaccato alla poltrona. Un anno dove tutti  hanno guardato impietriti la tragedia del Giappone ma che nessuno ha preso d’esempio per trovare davvero una politica seria ed efficace per le energie alternative. Un anno nel quale tutti siamo diventati più poveri, anche i ricchi: ma mentre i secondi piangono i primi si suicidano. Un anno nel quale abbiamo toccato con mano il fallimento della nostra classe politica degli ultimi trent’anni.  Un anno che noi ricorderemo per gli scandali sessuali e, cosa unica e rara, un anno che ricorderemo per il processo fatto a un politico che invece di rubare, creava “lavoro”, anche se a modo suo.

Un anno che ha portato alla ribalta il giro di ragazze che ruota intorno al Parlamento, che ha fatto molto sorridere, come all’annuncio della scoperta dell’acqua calda. Questo che finisce è stato l’anno dell’ipocrisia, delle mezze calze, degli uomini senza onore. Abbiamo toccato il fondo e ora dobbiamo provare a risalire, lasciando in terra chi non è degno; perché stavolta, non facciamo prigionieri!”

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI

2 COMMENTI

Comments are closed.