Solo qualche settimana fa leggevamo le dichiarazioni dell’allora presidente del consiglio Berlusconi che accusava la stampa e l’opposizione di essere anti-italiani perchè criticavano le sue manovre e denunciavano una situazione economico finanziaria in rapido deterioramento.

Oggi perciò c’è da restare di stucco nel leggere sulle agenzie le attuali dichiarazioni dello stesso Berlusconi, non più capo del governo, ma capo di uno dei partiti che sostengono in parlamento il governo Monti, che subito dopo aver votato a favore della manovra la critica, definendola “recessiva” e addirittura pronosticandone un’altra a breve. L’ex premier non passa giorno che non dia per morto, o quantomeno per disperato, l’esecutivo del suo successore, spronando al contempo il suo partito in una campagna elettorale già in pieno svolgimento.

Eppure solo ieri il segretario del Pdl Angelino Alfano ha escluso la possibilità di elezioni a breve e la volontà di far cadere il governo Monti, definendone la manovra economica come “necessaria”. Che gioco sta giocando quindi l’ex premier? I suoi attacchi continui, ed il suo atteggiamento lassista nei confronti dei propri deputati dissidenti, non sembra tanto indebolire il governo Monti, quanto delegittimare il segretario politico del suo partito Alfano. La sensazione è che Silvio Berlusconi, come suo solito, stia facendo un doppio gioco, puntando su più tavoli, sapendo che al momento non può permettersi di far cadere il governo dei professori, ma tenendo un atteggiamento sufficientemente ambiguo da poter essere nella maggioranza e tentare di apparire quasi all’opposizione nel medesimo tempo, per cavalcare lo scontento che impazza in quello che fino a poche settimane fa era il suo elettorato. Questo senza prendersi la responsabilità di chiudere la legislatura anticipatamente con le relative conseguenze.

Il doppio gioco del cavaliere intanto rischia di bruciare per primo proprio il suo delfino, quasi umiliato in aula quando ben 70 parlamentari del Pdl si sono ammutinati al suo appello per il voto sulla manovra, ma si sa per Berlusconi anche i più stretti collaboratori sono sacrificabili. Che questo giochino possa fare fessi gli Italiani ancora una volta è sempre più difficile, ma chi è riuscito a far votare ad una maggioranza parlamentare che la ballerina marocchina Ruby Rubacuori era in effetti la nipote di Mubarak evidentemente non dispera.

© Rivoluzione Liberale

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