Memorie di un’infamia, di Lydia Cacho (2011; Fandango Libri; pp. 314; € 16,50) – “Minacciata, torturata, arrestata e detenuta illegalmente, la messicana Lydia Cacho, scrittrice, giornalista e attivista per i diritti umani, racconta la sua storia coraggiosa (…)”. Ce ne parla la sezione Un libro al giorno dell’Ansa. “Dalle origini della sua militanza accanto a donne vittime di violenza fino all’arresto in seguito alla pubblicazione di Los Demonios del Eden, dove accusa uno dei più famosi imprenditori messicani, Jean Succar Kuri, di essere coinvolto in un giro di pornografia infantile e prostituzione, la Cacho (…) spiega che il suo «è solo un caso emblematico di un sistema più vasto in Messico dove il 98% delle denunce si perde perché il potere pesa più dell’evidenza»”.

Così è la vita. Imparare a dirsi addio, di Concita De Gregorio (2011; Einaudi; pp. 122; € 14,50) – Libri Blog ci parla del libro scritto dall’ex direttrice del quotidiano L’Unità. “Concita De Gregorio ci offre anche in questa sua inchiesta (…) la possibilità di guardare al mondo con occhi diversi, di scoprire cioè che i funerali e in generale tutti gli eventi più oscuri della nostra vita possono essere un momento di crescita personale e anche di allegria. (…) La morte è considerata un tabù, qualcosa che i bambini non dovrebbero conoscere e a cui non dovrebbero in alcun modo avvicinarsi. Siamo tutti concordi nell’affermare che sarebbe bellissimo che i bambini non conoscessero la morte e potessero vivere un’infanzia tranquilla, sarebbe bello se i papà e le mamme di tutto il mondo non morissero almeno fino a quando i bambini non sono diventati grandi e che i nonni riuscissero a sopravvivere per tutta la loro infanzia, ma purtroppo non è così. La morte fa parte della vita, i bambini sono costretti a fare la sua conoscenza e devono imparare ad accettarla”.

Gli ingredienti segreti dell’amore, di Nicolas Barreau (2011; Feltrinelli; pp. 239; € 15,00) – “(…) Il romanzo – scrive Solo Libri – è ambientato a Parigi che è la primissima” città “che viene in mente quando si parla di una storia d’amore. Oltretutto, la stessa trama non è originalissima, anche se presenta alcuni elementi che contribuiscono a darle un certo risalto e a creare alcune immagini deliziose. Aurélie, giovane proprietaria del ristorante ‘Le temps des cerises’, è stata appena lasciata da Claude, il suo compagno (…)  Ogni pagina è imbevuta di ottimismo, amore per la vita e allegria, e i momenti tristi vengono affrontati stoicamente e durano, come dicono i francesi, l’éspace d’un matin. I due protagonisti si alternano nella narrazione, che segue il doppio filo della visione di ciascuno di loro, e si raccontano con ironia e senza piangersi addosso più di tanto”.

La strada dritta, di Francesco Pinto (2011; Mondadori; pp. 318; € 18,00) – L’inserto Tuttolibri del quotidiano La Stampa recensisce questo romanzo “ben radicato a protagonisti e a fatti assolutamente reali” che “mette in scena una delle principali epopee della unificazione del nostro Paese: una sfida rappresentata dalla costruzione, tra il 1956 e il 1964, dell’autostrada che congiunge Milano a Napoli. Quella dell’Autosole è stata una realizzazione del lavoro e delle capacità produttive italiane sulla quale, persino coi venti che spirano oggi, nessuno oserebbe alzare distinguo o riserve”.

Le luci di settembre, di Carlos Ruiz Zafón (2011; Mondadori; pp. 268; € 19,00) – L’autore “nella prefazione spiega come quest’opera sia rimasta bloccata da una lunga controversia legale – scrive Books Blog – e che originariamente essa era stata classificata come «libro per ragazzi». In effetti la scrittura dà ragione a questo tipo di originaria scelta editoriale, ma il romanzo (…)” – e le classifiche lo dimostrano – “pare destinato a piacere anche agli adulti estimatori dello scrittore”. Il motivo? La cura dell’aggettivazione, la bravura nel descrivere le stupende albe marine di cui sono spettatori i protagonisti dal castello in cui abitano, e anche la capacità di insinuare gradatamente il senso del mistero all’interno di un quadro apparentemente quieto e ordinario, dominato però da una natura ancora selvaggia”.

I figli dei guardiani di elefanti, di Peter Høeg (2011; Mondadori; pp. 405; € 20,00) – Il quotidiano Il Foglio scrive : “Un raro caso in cui la citazione virgolettata che precede l’inizio dei romanzi, stavolta un proverbio indiano, riflette la storia in cui ci stiamo inoltrando. Il proverbio recita che se uno vuole essere guardiano di elefanti, deve assicurarsi di avere il posto per gli elefanti. Un accento spirituale che potrebbe essere oscurato dalle avventure successive (…) Le porte nascoste da scoprire coincidono con le porte che ognuno di noi vede aprirsi certe volte, che spariscono e vanno ricercate in modo instancabile. Il che viene fatto candidamente, da ragazzi in età perfetta per porre domande instancabili e perfette: «… se Dio può parlare ai discepoli e a Gesù, e allora è una specie di persona, che aspetto ha quella persona?»”.

Un uomo a pezzi, di Michel Thomas (2011; Nutrimenti; pp. 495; € 19,50) – “Il romanzo di esordio di Michael Thomas – dice il sito Libri Consigliati – si presenta con un curriculum niente male: un premio importante, l’Impact Dublin Literary Award, e recensioni positive quando non entusiastiche (vedi il New York Times). L’Autore poi, sembra l’incarnazione del sogno americano: nero e un po’ sfigato, dopo diversi rifiuti  riesce a  far pubblicare il suo romanzo e a vincere il premio più ricco del mondo che gli cambia la vita. (…) Strutturato come un lungo monologo” il libro “ha dei momenti molto alti dal punto di vista lirico (…) In generale la  scrittura è fluida, quasi ipnotica, una sorta di blues cantato a mezza voce. Non si può certo dire che Michael Thomas non abbia talento. Eppure. Nonostante le premesse, nonostante il talento e la indubbia capacità descrittiva, nonostante sia uno spaccato interessante della società americana di oggi, nell’epoca Obama, il romanzo è troppo lento: gli eventi non progrediscono perché a ogni passo avanti se ne fanno due indietro, tra digressioni, flashback e monologhi interiori”.

I doveri della libertà, di Emma Bonino e Giovanna Casadio (2011; Laterza; pp. 157; € 12,00) – Il sito Zam scrive: “«In Italia le culture politiche dominanti sono state due, la cattolica e la comunista: l’una prometteva il paradiso dopo morti, l’altra in terra grazie alla rivoluzione. I diritti individuali per ragioni diverse ma alla fine coincidenti erano evitati come la peste». Comincia da qui il colloquio di Emma Bonino intorno alla libertà e ai diritti (…) Attraverso l’analisi del rapporto tra libertà economica e uguaglianza” l’ex vicepresidente del Senato “approda alla riflessione sulla libertà come responsabilità dei cittadini; al valore di regole certe, uguali per tutti, ma anche al rilievo che ha avuto la disobbedienza civile. Ripete con J. Monnet: «Niente è possibile senza le persone, nulla è duraturo senza le istituzioni»”.

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