Pubblicità e tv sono da sempre un binomio in Italia. La percentuale maggiore di pubblicità passa attraverso il cavo. Dal 2011 c’è un nuovo trend, accanto alle reti principali, Rai e Mediaset, seguite da Sky, si affaccia un nuovo bacino, quello indotto dalle “smart tv” dette anche “connected tv”. Si tratta di televisioni e decoder che, potendosi collegare al Web, consentono di fruire dei contenuti multimediali provenienti dalla Rete.

Le applicazioni sono varie, dalla visualizzazione di notizie alla vera e propria navigazione web; dalla videoconferenza via Skype o video-sorveglianza fino alla riproduzione in streaming di film, anche in alta definizione, presenti sul proprio pc, su YouTube o disponibili attraverso servizi di vendita o noleggio on line.
Nel 2010 le “smart tv” in Italia erano circa 2.7 milioni, ma solo il 10% erano, di fatto, collegate a Internet.

La novità è che adesso hanno preso piede i primi modelli con wi-fi integrato e si assiste alla proliferazione di centri di applicazioni per televisori che rendono pronti all’uso i tanti servizi che stanno nascendo in Rete. Disponibili sul mercato, un numero sempre crescente di decoder esterni da connettere al televisore, prodotti da grandi case quali Apple con la Apple Tv, Tiscali con TvBox, Telecom Italia con Cubovision, Telesystem con Hybrid BlobBox e Google che ha in progetto una sua Tv.

Con questa nuova tecnologia, si ipotizza che la pubblicità sarà sempre più veicolata attraverso la televisione, a discapito dei giornali e di internet, un bacino, quest’ultimo, che si pensava avrebbe avuto un incremento notevole ma che, di fatto, non decolla se non attraverso i social network.

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