L’Inghilterra non è più immune dalla crisi della zona euro. Se verso la fine del 2011 era una sensazione, ora è una certezza. David Cameron ha inaugurato l’anno nuovo annunciando che dalla risoluzione della crisi dell’eurozona dipendono anche le sorti del suo paese. Sicuramente la situazione è migliore che in altri scenari, tuttavia un esito negativo proveniente dal Belgio farebbe apparire anche in UK la parola recessione.

A questo proposito dalle colonne del Financial Times di ieri (5 gennaio), il cancelliere Osborne viene invitato a riprendere un posto di rilievo all’interno del dibattito sull’euro dopo lo strappo dell’Immacolata, avvenuto con il rifiuto da parte dell’Inghilterra di firmare il nuovo trattato internazionale. La priorità assoluta per Osborne, secondo il FT, dovrebbe essere quella di contribuire affinché si eviti un euro-disastro. Il cancelliere dovrebbe porre l’accento sul bisogno di maggior competitività dei paesi periferici e delle loro necessità economico finanziarie sul medio termine e spingere per una soluzione condivisa con la zona euro.

Dopo il veto, ispirato dall’ala destra del partito conservatore, il primo ministro Cameron e il cancelliere si sono accorti che non è il momento di isolarsi dal resto dell’UE, visto che l’ampiezza della crisi e i legami europei possono essere una fatale combinazione anche per chi l’euro non ce l’ha e si chiama Inghilterra. Intanto Cameron è tornato a Downing Street deciso a far sì che il peso dell’austerity venga distribuito sulle spalle di tutti. Il governo vuole, supportato sia dai Lib-Dem che dai Labour, limitare i super bonus dei banchieri e incrementare gli sforzi nella lotta all’evasione fiscale.

I primi tre mesi del 2012 saranno segnati dalla riforma del sistema sanitario (NHS), con un pericolo di ‘ribellione’ tra i deputati conservatori se verrà deciso di contribuire alla fondo salva Stati. Il 21 maggio poi sarà il giorno in cui verrà presentata la Finanziaria e qui Osborne è chiamato a distribuire i sacrifici tra tutti, ovvero far pagare anche i più ricchi. Il secondo trimestre si aprirà invece con il tradizionale discorso della Regina e con uno degli eventi politicamente più importanti dell’anno: l’elezione del sindaco di Londra. In campo l’attuale mayor Boris Johnson per i Tory e Ken Livinsgton (che fu già sindaco dal 2000 al 2008) per i Labour.

A sottolineare l’importanza di tale elezione è intervenuto anche Cameron dicendo che “la rielezione di Boris è una priorità assoluta nell’agenda del governo”. A giugno si festeggerà, inoltre, il Giubileo di diamante della Regina Elisabetta II, 60 anni sul trono. Poi a luglio e agosto ci saranno le Olimpiadi. Cameron dunque ammette che il 2012 sarà un anno difficile, ma spera che i due suddetti appuntamenti possano dare una nuova spinta al paese. Se Johnson verrà rieletto sindaco di Londra, probabilmente il primo ministro si prenderà qualche merito, tuttavia il suo più grande test sarà l’economia, per la quale sarà necessario evitare gli scivoloni dello scorso anno.

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