La stampa internazionale sembra apprezzare sempre più il lento, ma continuo, allontanamento del berlusconismo dall’Italia. Il governo di ‘Super Mario’, come amano chiamare il nostro Primo Ministro all’estero, tranquillizza per la sua aria di normalità e, per riprendere le parole del Premier “la flemma tutta britannica con la quale gli italiani hanno accettato le pesanti misure di austerità”. I  ministri rugosi, un po’ tristi, troppo sensibili o stanchi stanno imparando a muoversi tra gli scranni del potere e mostrano la volontà di raggiungere traguardi sempre più ambiziosi: non solo pratiche legate alla routine, ma vere e proprie ‘rivoluzioni’.

Ovviamente tutto questo non è cosa di un attimo. Passato e presente continuano a rincorrersi. L’International Herald Tribune per esempio, dedicava gran parte della sua prima pagina dello scorso 4 gennaio alle grandi piccole donne imprenditrici dell’agro-pontino (e non solo), che grazie alla loro voglia di cambiamento  – e la loro intelligenza sta proprio nell’aver colto l’importanza di questa  parola – sono riuscite a creare da una fattoria qualunque, imprese che rendono bene. Ma non sono tutte rose, il passato è duro a morire e non è sfilata inosservata la querelle sugli stipendi dei parlamentari come riportano The Voice of Russia e il Washington Post. Il Financial Times si interroga del perché un Paese che vuole crescere non accetti una legge base del libero mercato: la liberalizzazione degli orari dei negozi. Sempre il FT si chiede perché la stampa italiana abbia “glissato” sulla notizia, invece di darle ampio risalto. Paura delle lobbie più forti?

Clientelismo e politica sono parole dure, ma tornano in un commento della radio RTL belga, che motiva così il rischio chiusura di centinaia di testate italiane: i finanziamenti non vengono concessi (secondo RTL) per merito, ma per “amicizia”. C’è poi chi, come Le Figaro, prende un po’ in giro Tremonti per la sua intervista al Corriere della Sera, intitolando il suo pezzo Un ex ministro tiene il broncio al FMI, notizia ripresa poi in chiave ‘seria’ anche dalla Reuters.

Ma il passato è passato, anche se radicato saldamente. Les Echos cita sempre più il nostro Paese per i suoi coraggiosi tentativi di cambiamento e per l’impegno sempre più incisivo del Capo del Governo in Europa. Il nostro impegno all’estero torna ad essere in primo piano. L’operazione UNIFIL sarà in mano ad un italiano dal mese di Maggio, a conferma dell’ importanza politica e strategica dell’Italia nel Mediterraneo. Un’altra prova? La visita del nostro Ministro degli Esteri in Tunisia venerdì prossimo.

L’Italia si sta allontanando dal berlusconismo, il cambiamento fa paura, ma è l’immobilismo che dobbiamo temere. Tutti abbiamo letto l’intervista fatta a Mario Monti da Richard Heuzé su Le Figaro. Le ragioni del “crollo” dell’Italia si trovano principalmente nel poco coraggio avuto dal precedente Governo ad applicare una politica di austerità dopo la débacle elettorale di primavera e nel non aver avuto coraggio ad applicare una vera politica di liberalizzazioni, afferma il nostro Primo Ministro.  Il 2012 dunque, anno della svolta, affrontando i cambiamenti. Si è mai visto qualcuno avanzare rimanendo fermo? Confermiamo la spinta positiva che questi primi passi del Governo Monti hanno già dato alla nostra immagine. Basta giochini sporchi alla Calderoli: “L’Europa non deve più aver paura dell’Italia”.

R. Heuzé, L’Europe n’a plus à avoir peur de l’Italie, Le Figaro, 5 gennaio 2012. “Il Presidente del Consiglio italiano si congratula per la ‘flemma tutta britannica’ con la quale i suoi compatrioti hanno accettato delle ‘misure molto pesanti’ per far fronte alla crisi e rispondere alle esigenze di Bruxelles. Venerdì, prima della colazione a Parigi con François Fillon, seguita da un incontro con Nicola Sarkozy, l’economista ed ex Commissario europeo Mario Monti presenta la sua visione dell’Europa, nella prima grande intervista internazionale dalla sua investitura alla Presidenza del Consiglio il 18 novembre scorso (…)”.

AFP per Le Point, Austerité en Italie: Mme Monti a préparé elle-meme le repas de la Sainte Sylvestre, 5 gennaio 2012. “Il Presidente del Consiglio italiano Mario Monti ha difeso giovedì scorso il treno di vita austero che si è prefissato, spiegando ad un Senatore della Lega Nord che era stata sua moglie stessa a preparare e servire il cenone di Capodanno al quale avevano partecipato solo i membri stretti della sua famiglia (…) Roberto Calderoli, conosciuto per le sue dichiarazioni provocatorie, aveva posto un’interrogazione parlamentare su un ipotetico festino di Monti a spese del contribuente (…)”.

C. Emsden, Italy’s Sinking Feeling, Wall Street Journal, 5 gennaio 2012. “Il salto delle cifre sulla disoccupazione in Italia èuna tripla iatturaa perché non solo conferma che la terza più grande economia europea è in recessione, ma i suoi effetti si sommeranno alle conseguenze sulla domanda interna della manovra fiscale e renderanno la riforma del lavoro ancora più impegnativa (…)”.

E. Povoledo, Growing beyond the fields, International  Herald Tribune, 4 gennaio 2012. “Mentre i piccoli poderi combattono per sopravvivere, le donne italiane si lanciano in soluzioni creative. Nella sua piccola fattoria costruita su di un ex zona paludosa bonificata sotto Mussolini, Tiziana Lauretti coltiva prugne e favette di Terracina, le fragole delle quali questa zona del Centro Italia va fiera. Ma l’oscillazione dei prezzi sul mercato e l’incertezza data dai raccolti hanno spinto la signora Lauretti ad adottare una tecnica di sopravvivenza in uso in molte piccole fattorie d’Europa: aprire le porte al ‘pubblico cittadino’ e vendere al dettaglio prodotti genuini (…) Se l’esperienza della signora Lauretti è simile a molte altre in Europa, rinchiude la sua tipicità in un altro elemento: le donne sono state molto reattive nel rendere l’agricoltura multifunzionale (…)”.

Le Figaro, Un ex-ministre boude le FMI, 4 gennaio 2012. “Chiedere aiuto al FMI per far fronte alla crisi del debito sarebbe fare per l’Italia l’errore più grave, dichiara oggi in un’intervista al Corriere della Sera l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti (…) perderemmo così la nostra sovranità nazionale perché si creerebbe una divisione ancora più netta fra Stati membri (…) L’Italia aveva chiesto, ancora sotto il Governo Berlusconi, di essere commissariata dal FMI che ha indicato il 21 dicembre scorso come data di massima l’inizio del 2012 (…) L’Italia ha negato la necessità del Paese di un piano di salvataggio come quello richiesto da Grecia, Irlanda e Portogallo (…)”.

AFP per Les Echos, Rencontre Merkel/Monti à Berlin le 11 Janvier, 4 gennaio 2011. “La Cancelliera Angela Merkel riceverà l’11 gennaio il suo omologo italiano Mario Monti, per discutere sul futuro della zona euro (…) Il portavoce della Cancelliera, Georg Streiter, ha precisato che verranno affrontati temi come ‘le questioni bilaterali e internazionali, lo stato della zona euro così come lo sviluppo economico dell’Europa’. Prima di questo incontro, Monti incontrerà Sarkozy. E’ programmato anche un colloquio con il Premier britannico Cameron il 18 gennaio (…)”.

RBK per The Voice of Russia, Italy lawmakers get record high salaries, 4 gennaio 2012. “Nonostante la crisi, i parlamentari italiani mantengono gli stipendi più alti d’Europa . Secondo i rapporti dell’Istituto Nazionale di Statistica, un parlamentare italiano percepirebbe 15mila euro, incluse le spese per gli spostamenti, il 60% in più della media europea (…)”.

G. Dinmore, Powerful lobbies apply brakes to Monti’s reforms, Financial Times, 3 gennaio 2012. “Il Governo tecnico di Roma ha come obbiettivo di rilanciare l’economia, ma alcuni settori oppongono resistenza (…) Dal primo di gennaio, una nuova legge permette a negozi, bar e ristoranti di tutta Italia di rimanere aperti 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, feste comprese. Il Corriere della Sera la definisce una vera rivoluzione. Il Giornale, quotidiano milanese di proprietà di Berlusconi insinua addirittura che ‘il provincialismo italiano potrebbe crollare come il Muro di Berlino’. Ma i due quotidiani hanno sotterrato la notizia nelle loro pagine interne (…) Sebbene i negozianti abbiano accolto positivamente la legge, Monti è stato fermato da alcune categorie come quella dei farmacisti e dei tassisti (…) Vedremo come andrà a finire quando Monti affronterà temi come banche, assicurazioni ed energia, servizi che gli italiani pagano più cari di tutta Europa”.

RTLinfo, Une centaine de journeaux risquent de fermer fautes d’aides d’Etat, 3 gennaio 2011. “Un centinaio di testate rischiano di chiudere per la mancanza del rinnovo di finanziamenti  alla stampa, venuti a mancare in seguito alle misure di austerità varate per il 2012 (…) Renzo Santelli, portavoce della FNSI ha dichiarato che rischiano di chiudere quotidiani come il Manifesto, l’Unità e Avvenire (…) Questo perché, secondo Santelli, il sistema è ‘falsato’, non si basa sulle vendite reali ma sul clientelismo e la politica (…) Interrogato a tale proposito Monti, durante la Conferenza Stampa di fine d’anno che si è tenuta giovedì scorso, ha definito ‘impensabile il totale taglio di sovvenzioni che garantiscono un’informazione pluralista e la coesistenza di correnti culturali e politiche vitali per il Paese’ (…)”.

The Daily Star Lebanon, Italy reaffirms commitment to U.N Resolution 1701, 4 gennaio 2011. “I Ministri della Difesa e degli Esteri italiani, hanno reiterato martedì, l’impegno del loro Paese nell’adempimento della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza (…) Il Generale di Brigata Paolo Serra è stato nominato da Ban Ki Moon a capo della missione UNIFIL  (…) I due ministri italiani hanno dichiarato che la nomina di Serra è una conferma importante per l’Italia perché le conferisce un ruolo attivo nel mantenere stabilità e sicurezza nel Mediterraneo (…)”.

TAP Agence Tunis Afrique Presse, Le Ministre italien des Affaires étrangères vendredi prochain à Tunis, 3 gennaio 2012. “Giulio Terzi di Sant’Agata, Ministro degli Esteri italiano, sarà in visita ufficiale a Tunisi venerdì prossimo (…) oltre a questioni di cooperazione bilaterali e di partenariato con l’UE, gli incontri verteranno sull’evoluzione della situazione nella regione mediterranea e il prossimo vertice ministeriale degli Stati del Dialogo 5+5, che si terrà a Napoli e quello del FOROMED che saranno presiedute da Italia e Tunisia. L’Italia è il secondo partner commerciale della Tunisia, con scambi che hanno raggiunto gli 11 miliardi di dinari (…) L’Italia in Tunisia dà lavoro a 55.592 persone (…)”.

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