Sale mec,  ‘tipo sporco’, la traduzione letterale, ‘mascalzone’, quella più appropriata. L’affaire Hollande–Sarkozy, in merito alle forti dichiarazioni del primo nei confronti del secondo, si sta ingrossando giorno dopo giorno, con il puntuale supporto dei media che, dal cartaceo al virtuale, sbattono à la une l’epiteto del momento. Accompagnato dalle usuali smentite degli uni, i socialisti, e le altrettanto abitudinarie indignazioni degli altri, l’UMP. Ce ne ha parlato su Libération Alain Auffray nel suo ‘Sale mec’ di Hollande: l’UMP amplifica la vicenda.
 
“L’UMP voleva cominciare l’anno in fanfara. Ed è un fuoco d’artificio bello e buono quello offerto al presidente Nicolas Sarkozy. Per tutto il corso della mattinata, i cannonieri della destra, scaldati da Jean-François Copé, si sono scatenati contro François Hollande, colpevole di essersi lasciato sfuggire l’espressione Sale mec nei confronti del capo dello Stato. O meglio, è quello che è stato estrapolato da una frase presente all’interno di un articolo de Le Parisien, durante un pranzo del candidato del PS”.

“Gli astanti a questo pranzo hanno tutti assicurato che François Hollande abbia pronunciato queste parole con un tono scherzoso, mettendole in bocca a Nicolas Sarkozy. Una parodia quindi, non un insulto: su questo punto i convitati sono pienamente unanimi. Hollande si è messo nei panni di Sarkozy, presentandosi ai francesi come un capitano coraggioso che non teme l’impopolarità: «Sono il presidente del fallimento, sono un mascalzone, ma in questo periodo difficile, sono l’unico colpevole»”.

L’UMP non aspettava altro che approfittare di questa frase, detta o non detta poco importa, per dimostrare la sua forza – apparente – e la sua profonda indignazione per le esternazioni fuori luogo di François Hollande, che fanno scandalo in questo momento. A tal punto da offrire l’occasione al capo dello Stato di suggerire un provocatorio accostamento tra Holland e Jospin, quando quest’ultimo apostrofò l’allora candidato di destra Jacques Chirac come «vecchio e malandato».

Colpire il candidato socialista, insomma, sembra essere l’unica strategia dell’Eliseo, a corto di proposte e privo di convincenti iniziative per riproporsi alle elezioni di aprile con la sicurezza di vincerle. In attesa di seri confronti in merito alle delicate questioni economico-sociali del momento, la serrata lotta per la presidenza è già iniziata sui giornali.

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