“Non capisco perché alcuni giornalisti vogliono per forza dipingere scenari apocalittici. Certo è più interessante scrivere: lunghe file davanti alle vetrine solo per guardare, invece di lunghe file davanti a Chanel e Tiffany solo per comprare. Si tende alla compassione, descrivendo scenari di morti di fame con bimbi malvestiti in braccio a guardare vetrine scintillanti. Alla piccola fiammiferaia fanno un baffo. La realtà è forse diversa, queste sono informazioni al limite del truffaldino. Certo siamo in austerity, la benzina costa un botto ma le autostrade tutte intasate. La gente ha imparato a spendere; invece di spendere cento euro comprando un mare di sciocchezze da ‘Achille tutto a mille’, famoso stracciarolo, spende cento euro per una sola cosa ma di marca.

Forse la crisi affina il gusto, non so. Certo è che in ogni periodo dell’anno, non solo in tempi di saldi, i negozi migliori hanno la fila fuori regolata da graziosi ‘butta dentro’ in completino nero e auricolare, nemmeno ci fosse il presidente degli Stati Uniti a fare compere. Non ci sono i soldi, tuona il giornalista medio, medio in tutto. I ristoranti sono pieni, ma non si può dire sennò si rischia di passare per berlusconiani; eppure provate a cercare un tavolo la sera nei ristoranti più conosciuti, anche, ahimè, in quelli dove regna su tutto il vecchio cameriere romano con i capelli bianchi; quello per capirci meglio che si aggira per la sala con un tovagliolo al braccio che serve sia per levare le briciole dal tavolo che per asciugarsi il sudore.

Ecco, Berlusconi o no questa è la realtà. Con questo non voglio fare la controcorrente per natura, quella che dice il contrario a prescindere; io le cose le vedo e le vivo, esco spessissimo, so di cosa scrivo. Mi sembra quasi che si voglia esercitare una ipnosi di massa a livello di setta delle Filippine. Per non parlare dei viaggi: ho cercato un volo per l’estero prima di capodanno e mi hanno guardata con affetto: l’unico volo libero era un quattro scali per Novosibirsk.

Allora , visto che da un po’ c’è carenza di un bel disastro naturale che garantisca almeno due settimane di prime pagine, oppure qualche efferato delitto avvenuto nella morbosità di un tinello (anche quello una garanzia), se proprio dobbiamo comprare i giornali, leggiamo solo i necrologi, che sono una certezza: muoiono solo le persone perbene, i padri e mariti esemplari. Ecco, almeno uno si riconcilia con l’umanità.”

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