2012. Visioni e previsioni sul nuovo anno. Segno per segno, di Marco Pesatori (2011; Feltrinelli; pp. 292; € 14,00) – Il sito dell’Ansa recensisce il volume di Pesatori. “Esaltate, screditate, attese o ignorate, le previsioni zodiacali possono essere un’occasione di evoluzione per ognuno di noi. E’ lo spirito dell’oroscopo 2012 segno per segno (…) che quest’anno aiuta anche a vincere i timori e le paure sulla fine del mondo annunciata dalle profezie del calendario Maya. (…) Le previsioni 2012 per ogni segno dello zodiaco sono precedute da un’analisi del recente passato, poi viene il cielo del nuovo anno con un voto decade per decade seguito dagli sviluppi futuri per la psiche, gli amori e le passioni, l’eros, il lavoro, le finanze e la salute. Viene analizzata anche l’influenza che ha sul segno l’ascendente (determinato dal luogo, giorno, mese, anno e ora di nascita). Così per un Ariete ascendente Cancro le previsioni saranno diverse rispetto ad un Ariete ascendente Sagittario. Ma a fare la vera differenza, rispetto agli altri oroscopi, sono gli inconfondibili e a volte criptici suggerimenti di Pesatori con citazioni e consigli di musiche, letture e variazioni poetiche «con l’idea che possiate andare incontro al Tempo in arrivo con salda consapevolezza e fiducia massima nelle vostre qualità», spiega l’astrologo”.

Tutti i rivali del presidente. I candidati repubblicani contro Obama, di Giampiero Gramaglia (2011; Editori Riuniti; pp. 256; € 20,00) – “Per buona parte” del 2012 “il tema farà parte del nostro quotidiano – scrive il sito L’Indro –  neanche se la sfida fra i candidati repubblicani a guadagnarsi il ruolo di duellante con Barack Obama per diventare il prossimo Presidente degli Stati Uniti, fosse un elemento della nostra politica interna. (…) L’autore descrive con sintesi esaustiva, virtù suprema di un giornalista d’agenzia, (…) gli identikit dei candidati in corsa per la nomination repubblicana: Mitt Romney, Richard Perry, Herman Cain, l’unica donna in campo Michele Bachmann, Newt Gingrich (che è in testa ai sondaggi per le Primarie, ma la CNN ha rivelato che mentì sulle responsabilità del suo primo divorzio), Rick Santorum (con un po’ di sangue italiano nelle vene), Jon Huntsman e Ron Paul (…)”.

Elisabeth, di Paolo Sortino (2011; Einaudi; pp. 216; € 19,50) – Alessandro De Santis intervista l’autore per il sito Luminol. “Domanda: caro Paolo, per iniziare, ti vorrei chiedere così d’acchito se Elisabeth è davvero un romanzo sulla felicità o se invece è un’immersione dissimulata nel dolore di essere vivi? Risposta: sì, è un libro sulla felicità, quindi un’inevitabile e affatto dissimulata immersione nel dolore. Spesso è già doloroso tentare di esprimere la felicità. D: spesso appena si è finito di scrivere un romanzo, si hanno un paio di persone di cui ci si fida molto alle quali farlo leggere in anteprima per avere una loro impressione di lettura. E’ stato così anche per te, o hai preferito che la forza di Elisabeth si riversasse su di loro nello stesso momento che questo accadeva anche con tutti gli altri lettori? R: curioso che tu me lo chieda. Solitamente ho ben due lettori impliciti che sfianco tenendoli al telefono lunghissime ore, ma la stesura di Elisabeth fermentava più velocemente di quanto io stesso potessi leggere loro. Una volta abbozzata la struttura, l’impalcatura alla quale fissare i cardini della storia, la narrazione si è riversata nelle pagine con forza e velocità. Dunque quei miei due lettori hanno potuto capirci qualcosa veramente solo a pubblicazione avvenuta (…)”.

L’eroe dei due mari, di Giuliano Pavone (2011; Marsilio; pp. 298; € 17,00) – Articolo tratto dal sito Qlibri. “Taranto, la città dei due mari, dei tre ponti e dei mille problemi. La città della Marina Militare e dello stabilimento siderurgico più grande d’Europa, con record in fatto di inquinamento e morti bianche. Taranto, periferia da sempre, viene portata da un sensazionale evento sportivo al centro dell’attenzione mondiale, dibattendosi fra velleitari sogni di riscatto e l’immagine inevitabilmente folkloristica che ne danno i mass media: Luís Cristaldi, attaccante brasiliano dell’Inter, uno dei migliori calciatori al mondo, in ossequio a un insolito voto annuncia di voler giocare una stagione gratis nel Taranto, squadra di Serie C1 che, ripescata in B, grazie alle prodezze del suo nuovo campione sogna la promozione in Serie A per la prima volta nella sua storia”.

Alla mia sinistra. Lettera aperta a tutti quelli che vogliono sognare insieme a me, di Federico Rampini (2011; Mondadori; pp. 228; € 18,00) – “«Dove abbiamo sbagliato? Questa domanda mi insegue da anni». Federico Rampini – sta scritto sulla recensione del sito Ultimabooks – ha scelto di analizzare le cause e gli sviluppi della crisi economica dell’Occidente per trovare prima di tutto le proprie responsabilità, cioè di quella generazione della sinistra che «ha creduto di poter migliorare la società usando il mercato e la globalizzazione». Quella che Rampini chiama la Grande Contrazione, per dare l’idea delle proporzioni del disastro che sta rimpicciolendo il mondo a cui eravamo abituati, ha svelato il marciume etico di un capitalismo privo di regole e di scrupoli. Si poteva ostacolare questa degenerazione ed evitare il crollo. Ora, di fronte al fallimento, bisogna trovare una soluzione. Questo libro è infatti anche una lettera alla sinistra, affinché ritrovi il vigore e l’intelligenza per «cambiare il gioco», magari guardando a quei Paesi come Brasile, Cina, India e Russia, dove sta avvenendo una rinascita, una «redistribuzione della speranza»”.

La trama del matrimonio, di Jeffrey Eugenides (2011; Mondadori; pp. 478; € 20,00) – Di questo libro parla il sito Libri Consigliati. “(…) non è solo un affascinante intreccio à trois, è  un affresco della società intellettuale americana appena uscita dagli anni Settanta, dove una studentessa come Madeleine, amante della letteratura vittoriana, si trova spaesata e fuori moda rispetto ai suoi colleghi che studiano semiotica; è una discesa profondissima negli abissi della solitudine, della depressione, dell’eterno conflitto tra libertà individuale e aspettative sociali, tra istinto e razionalità. E’ un capolavoro contemporaneo che non potrà mancare di affascinare il lettore a più livelli, dalla trama al piano metaletterario, composto da citazioni colte perfettamente inserite nel tessuto narrativo del testo. I personaggi di Eugenides, d’altra parte, stanno terminando l’università e del loro studio sono impregnati, tanto da prendere come esempi e guide per le proprie vite quegli autori che più li hanno colpiti nel loro excursus”.

Il naufragio. Morte nel Mediterraneo, di Alessandro Leogrande (2011; Feltrinelli; pp. 217; € 15,00) – Il volume è recensito dal sito Agora Vox. “Quanti di noi ricordano quel che accadde nel tardo pomeriggio del Venerdì Santo del 1997 in pieno Adriatico, nel periodo più caldo del dramma albanese, ben successivo a quello della fine del regime comunista (in Italia, forse gli stessi che ricordano questa storia, sanno anche che i rimanenti, la maggioranza, serbano memoria solo per gli eccidi dei comunisti)? Il piccolo paese era allora nelle mani di Berisha. Leogrande ricostruisce in un disegno essenziale quel periodo, e il clima. La vera e propria guerra civile in atto – una situazione dalla quale in migliaia cercarono di fuggire. (…)  restituisce tutto, compresa la difficoltà estrema di indagare, la capacità in cui gli italiani sono maestri di insabbiare, occultare, far sparire le prove. Chiama a raccolta testimonianze – quella del sopravvissuto Bardosh, all’inizio del libro, lo vale tutto intero”.

La casa dei naufraghi, di Guillermo Rosales (2011; Fandango Libri; pp. 144; € 15,00) – “(…) la realtà e l’invenzione si sovrappongono. Come l’autore anche il protagonista, William Figueras è un esule cubano che ha lasciato il suo paese ed è approdato a Miami”. Ne parla la sezione on-line del quotidiano Il Foglio. “Fuggendo da Cuba, è scappato anche da tutto ciò che apparteneva alla sua isola: la cultura, la musica, la letteratura (…) Rosales ha gli stessi slanci, lo stesso sarcasmo crudele, le stesse aggressività del suo protagonista. Entrambi erano fuggiti da Cuba per approdare nella «grande America», dove speravano in una nuova vita. Entrambi a Miami andavano a raggiungere alcuni parenti scappati da tempo e ormai integrati nella realtà americana. Si aspettavano «un futuro uomo di successo», scrive Rosales nel romanzo”.

© Rivoluzione Liberale

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