La sinistra, in Francia, non è solo sinonimo di Partito Socialista. Esiste infatti chi ancora pensa che il muro di Berlino non sia mai crollato e che quel famoso spettro possa tornare a governare al più presto, senza il pericolo di risultare anacronistico. Come Jean-Luc Mélenchon, leader del Front de gauche, partito post-comunista e ultra-ostalgico che, secondo gli ultimi sondaggi, raggiungerebbe, in proiezione, l’8%. Dall’altro lato, invece, i verdi-ecologisti non se la passano proprio bene, con l”intellettualina’ Eva Joly in caduta libera di consensi. Ce ne ha parlato su Le Figaro di giovedì Sophie de Revinel nel suo La sinistra non socialista annaspa nei sondaggi.
 
“Il consiglio strategico di Eva Joly si è riunito per più di qualche ora nella mattinata di ieri. Un appuntamento pianificato prima delle festività natalizie, ma che ha opportunamente permesso a una trentina di deputati ecologisti di fare il punto sulla campagna della loro candidata, data al 3% e al 4% nei sondaggi”.

“Eva Joly è preoccupata, teme di ottenere un risultato deludente. E gli altri temono di essere coinvolti nella ‘caduta’, ha fatto notare uno dei partecipanti, che ha in seguito sostenuto l’urgenza impellente di «rafforzare la solidarietà e strutturare il collettivo attorno alla candidata». Eletto nella circoscrizione parigina e membro del consiglio della campagna, Denis Baupin ha giudicato l’atmosfera dell’incontro «convergente e consensuale» con una priorità, «la mobilitazione dell’elettorato».

Coté Front de Gauche, al contrario, il candidato Jean-Luc Mélenchon è messo piuttosto bene nei sondaggi. L’ultimo, cronologicamente, realizzato da BVA per Le Parisien/Aujourd’hui en France, lo dà all’8%. Ma all’estrema sinistra, ancor più del già estremo Front de gauche, il Nouveau parti anticapitaliste è sprofondato nei consensi. Philippe Poutou, candidato di riferimento, oscilla tra lo 0% e l’1% così come Nathalie Arthaud, di Lutte ouvrière”.

Se è vero che i sondaggi non sono mai definitivi, e che soprattutto non tengono in considerazione la massa dei cosiddetti indecisi, l’8% di Jean-Luc Mélenchon suona comunque come un campanello d’allarme per il candidato socialista François Hollande. Da un lato per il totale rifiuto del leader del Front de gauche di far parte di un’ampia ed appassionata coalizione di sinistra, in grado di scardinare definitivamente la destra di Sarkozy, anch’essa in piena anarchia, dall’altro per la presenza disturbante di Eva Joly, la quale, seppur in calo, detiene quasi il 4% dei consensi. Costretto a una diaria difesa contro le critiche dell’UMP, il deputato di Corrèze dovrà allora volgere attentamente il suo sguardo anche in direzione della sua amata rive gauche. Sperando di non ricevere amare sorprese.

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI