“Leggo parole indignate sulle vacanze di Natale di alcuni politici. L’Italia è in austerity – tuonano i nuovi moralizzatori – e loro vanno alla Maldive. Intanto i ‘loro’ sono due notoriamente benestanti. E poi che diamine, ma chissenefrega, se tutti la pensassero così nessuno più viaggerebbe e ci sarebbero un sacco di nuovi disoccupati. Per non parlare dei fotografi e di quelle riviste che pubblicano le foto con titoli tipo: una pancia sospetta della moglie di X? mentre magari la poverina la sera prima aveva mangiato l’impepata di cozze ed era un pochino gonfia. Oppure, l’Onorevole si rilassa leggendo all’ombra. E il poveraccio cosa doveva fare in spiaggia? Organizzare una bella votazione per decidere chi doveva fare il castello di sabbia e chi invece il bagno? Ma che roba è quella di demonizzare usi e costumi legali delle persone? Se queste si possono permettere un viaggio in inverno, dove sta il problema?

In silenzio, è cominciata la nuova era dell’Inquisizione. Si guarda con sospetto il guidatore del Suv, pensando sia se non proprio un evasore, un assassino potenziale. Vai a sciare a Cortina e sei uno di quelli che non ha mai dichiarato i suoi redditi. Mi viene in mente l’ultimo povero Guardasigilli dell’altro governo: in carica poche settimane, dovette rinunciare alla sua vacanza in Polinesia per motivi di Senso dello Stato. Ecco, non mi sembra abbia prodotto grandi effetti. Come sempre dopo le vacche grasse vengono le vacche magre. Gli sprechi e le smargiassate del passato hanno prodotto questa generazione di moralizzatori.

E anche il look del Governo è molto ingrigito: niente feste e ragazze, ma atmosfera da banca svizzera. Invece delle giarrettiere, solo calzini color tortora. E deprimenti i primi provvedimenti: 5000 nuove farmacie. Ne avevamo bisogno? Ci si ammalerà più tranquillamente? 500 nuovi notai: ah ecco, sono più tranquilla. Non era più facile e meno oneroso per l’utente togliere alcuni fondamentali passaggi notarili? E i taxi? Il mio portiere avrebbe saputo fare meglio. Mentre scrivo cerco di ricordare e canticchiare qualche strofa di una canzone di Apicella tanto per sdrammatizzare: in questa epoca così rigida anche le barzellette sono cambiate e i comici sono in cassa integrazione. Insomma, non ci resta che aspettare l’Isola dei Famosi: solo allora avremo dati sicuri su quanto siamo caduti in basso!”

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