Il 28 marzo a Milano, Silvio Berlusconi si è presentato nell’aula di tribunale per assistere all’udienza preliminare del processo Mediatrade, nel quale è imputato per frode fiscale e concorso in appropriazione indebita di diritti televisivi acquistati negli Stati Uniti.
Cambia la strategia mediatica del Cavaliere contro i processi, ora la sfida a viso aperto è stimolata dal debole impianto accusatorio dei processi Mediatrade e Ruby.

La giornata inizia con una telefonata del Cavaliere alla trasmissione di Maurizio Belpietro su canale 5, nella quale si svolge l’autodifesa mediatica in dolce contraddittorio. Nel corso dell’intervento telefonico Berlusconi ha detto “Sono l’uomo più imputato della storia e dell’universo” rimarcando che quelle contro di lui sono “accuse infondate e ridicole”. Nel frattempo, di fronte la scalinata del Tribunale di Milano urlanti pidiellini al grido di “Silvio, Silvio, Silvio” si fronteggiano nel contro-altare di Piero Ricca e IDV “Processo, Vegogna, Dimissioni”. I giornalisti confinati dalle forze dell’ordine sul gazebo PDL, attendono l’arrivo del convoglio presidenziale che dopo ore appare giusto sotto il flash di fotografi e giornalisti, accalcati in cerca di strappare qualche dichiarazione. Si apre la portiera della macchina e con il solito sorriso Silvio Berlusconi prende la scena, cominciando a sbracciarsi nei consueti saluti alla folla. Attorno a lui, tutti, tranne i contestatori, relegati all’anonimato da un cordone di sicurezza. I giornalisti vicini al Premier attendono le aspettate dichiarazioni a caldo, che si riducono a “Questa mattina è andata bene”. Finalmente però la sorpresa arriva, Berlusconi sale sul predellino della vettura per salutare, rievocando il gesto di piazza San Babila che portò al rilancio della sua immagine con la nascita del PDL. Da ultimo alcune indiscrezioni, riportano che Berlusconi in aula “si è limitato a stringere la mano ai giudici ad udienza terminata”.

Insomma pare proprio che la studiata gestione del ritorno davanti ai giudici, sia servita a garantire, in un giorno teoricamente infausto, un’ottima vetrina per le prossime amministrative. Cavalcare la politicizzazione della magistratura saltando a piè pari ogni confronto politico sui temi del paese, tornerà sempre utile nelle prossime scadenze elettorali.

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